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BONEYARD Testi e Disegni: Richard Moore, 104pp
in b/n, edito da Shin Vision. Euro 7,99
Shin Vision fa esordire la sua collana Strangelands
con questa divertente commedia ad opera del californiano Richard
Moore.
Pubblicato
in patria da NBM, una piccola ma agguerrita etichetta
indipendente, Boneyard si presenta al pubblico italiano
con un poker di storie che costituiscono le fondamenta delle
avventure di Michael Paris. Il nostro anti-eroe non
è altri che un giovane che ha la fortuna di ereditare
dal nonno la proprietà di un vivace
camposanto!
Avete capito bene: c'è chi riceve in lascito case o
denaro e chi, invece, deve accontentarsi di una ben più
lugubre proprietà, in un paesino chiamato Raven's
Hollow. L'intenzione di Michael è quella di recarsi
in questo posto sperduto, vendere il cimitero al Comune e
tornarsene alla vita di tutti i giorni.
I suoi piani iniziali subiranno una svolta improvvisa quando
scoprirà che la sua proprietà è abitata
e non da inquilini qualunque ma da una variegata posse di
creature ultra-terrene: affascinanti vampire, licantropi con
gli occhiali da sole, corvi parlanti, scheletri animati (permalosi
e con una spiccata propensione per il gioco d'azzardo), sensuali
creature marine con marito "mostruosamente" geloso
al seguito.
Questa bizzarra banda di freak, temuta per la sua diversità
e minacciata dalla popolazione locale, si rivelerà
piuttosto umana e insegnerà a Michael a guardare oltre
le apparenze.
Boneyard potrebbe essere una sorta di Cabal di
Clive Barker in versione leggera e scanzonata. Moore sviluppa
un plot ben strutturato e infarcito
di discrete trovate, sostenuto da un buon ritmo e scandito
da dialoghi con azzeccati tempi comici e dalla verve accumunabile
a quella di alcuni fumetti scritti da Peter David.
Già da questo primo volume i personaggi appaiono ben
delineati e sembrano lasciare spazio per approfondimenti e
arricchimenti che potrebbero avvenire nel prosieguo della
serie.
Una lettura decisamente piacevole, dunque, affiancata, però,
da disegni dalla qualità po' altalenante. Lo stile
cartoonesco di Moore (un tratto che solo sporadicamente sembra
avvicinarsi a quello del ben più talentuoso Jeff
Smith) ben si adatta al tono da commedia di questo fumetto
ma l'occhio non sempre riesce a sorvolare sulle lacune di
un disegno che sembra dover maturare ancora.
Nulla di grave, intendiamoci. Nel complesso Boneyard si
lascia leggere più che volentieri: la simpatia dei
personaggi e, soprattutto, la già citata convincente
qualità dei dialoghi (quasi sempre tradotti con agilità)
ci fanno attendere con curiosità un eventuale secondo
volume.
Luca Del Savio
© 2004 Luca del Savio - per gentile concessione dell'autore
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