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la sezione interviste
di bloc notes: Gianluca Lo Presti,
One Dimensional Man, Devics
e
Black Heart Procession

Warren Zevon: The Wind
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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi
che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di
Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale
192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
| Bebe
Rebozo - VOGLIO ESSERE UN NINJA E VIVERE NELLOMBRA 3149
(Furt Core) |
Più
di mezzora di hard-core e contorsioni. Provenienti dallAbruzzo
i Bebe Rebozo presentano diverse sfaccettature del punk,
inteso come musica dassalto. Ma sanno essere schizofrenici e
contrastanti . Eppure non vivono a New York o a Roma dove la città
sono animate da fermenti multi-etnici e atmosfere nervose ed aliene.
. Ma la televisione,la radio, gli elettrodomestici, i treni e quanto
altro pare avere avuto un impronta logorroica e anfetaminica
nella musica dei Bebe Rebozo. Furore iconoclasta che non cede a passaggi
morbidi, induzioni marziane allucinate e cervelli offuscati da nebbie
soniche. Danilo Di Nicola, Francesco Polcini e Claudio
Di Nicola aiutati in due pezzi da alcune underground stars
danno vita ad una serie di manifesti hard-noise che alternano
situazioni alienate ad altre più terrene, ma sempre ad alto
potenziale elettrico e alto voltaggio. Sezioni ritmiche pesantissime
e velocità irraggiungibili sembrano le atmosfere dove i Bebe
Rebozo danno il meglio come in E un attimo. La title
song poi è davvero ottima e i non musicisti del trio sembrano
osservare a 360° la musica partendo da Hendrix per atterrare nel
tetto dei Fudge Tunnel e renderla
adeguata a tutto ciò che permea lintero lavoro. Il risultato
complessivo è davvero degno di attenzione e stupisce. Non sense
attivo che sovrasta lemblema. Anche il kung-fu e la cultura
orientale hanno affascinato i tre ragazzi abruzzesi (ascoltate Golden
dragon) (anche se forse il cinema di Hong Kong e la sua violenza
sono appannaggio dei Rebozo). Dirompente magma che scioglie la struttura
armonica di una song, in favore di una furia convulsiva che lancia
scintille, lapilli, saette nellabisso. |
| Various
Artists - COAST TO COAST (6057) (Jarmusic) |
Limportanza
di essere donna nel mondo della musica. Da costa a costa questa antologia
propone alcune delle migliori esponenti in gonnella nellambito
del rock americano. Un opera che non è solo una
semplice antologia ma un documento dalla sostanza importante. Fra
le più notevoli interpreti spiccano i Spyglass che con
la loro miscela di chitarre acide e la bella voce femminile che ricorda
in alcuni punti Nico, orchestrano un rock moderno ma di altri tempi
sempre sognante e a volte padre di incubi minori.
Certamente i Cowboy Junkies non hanno bisogno di presentazioni
ci presentano Beneath the gate tratta dallalbum Open
dove la voce di Margo diventa un grande strumento per sottolineare
le atmosfere così tenui eppure impregnate di lirismo sulla
scia di un organo celestiale che si spegne. Romanticissimi. Ma basta
cambiare costa ed imbattersi nel rock pericoloso dei Lovelies un
trio composto da due ragazze ed un ragazzo. Liv, la cantante
con accenti molto caldi, Barbara la chitarrista e Bill il batterista.
Inseguono il successo e il loro pop è azzeccato. Come quello
dei Velvet (non la band italiana) ma un combo che
lavora spesso con Mitch Easter ed infatti il suono dei Replacements,
Television e qualche accento country sono presenti nella track.
Ramona The Pest è forse la band più anonima
di questa raccolta con il loro country-rock già ascoltato
in mille altri pezzi.
La Jarmusic ha il pregio però di unire nomi conosciuti
da altri del territorio indie senza monopolizzare lattenzione
ai soliti nomi famosi. Kerry Getz invece è interessantissima
e sembra ridar luce a tenui ballate però irrobustite da chitarre
psichedeliche e producendo un folk-blues acido davvero alternativo
che potrebbe incontrare diversi favori dalla stampa internazionale.
Segnalo immediatamente il suo sito www.kerry-getz.com
per chi volesse maggiori info su questa strana rockeuse.
Altra band da tenere docchio sono i Floating Opera provenienti
dal Missouri che hanno allattivo già quattro cd. Rock
lirico sapientemente unito ad una sopraffina tecnica di esecuzione.
Musicisti che sanno la loro. Inutile definire un genere ; loro appartengono
nella stessa traccia al rock, al folk, al jazz leggero e chi
più ne ha ne metta. Meglio non affibbiare nessun etichetta
a questi musicisti. Hannah Fury canta canzoni che sembrano
nascere nel tardo ottocento anche se gli effetti sulla voce e un pianoforte
magico ne fanno ballate senza tempo. Gli Hyperplush producono
You can see angels senza infamia e senza lode, una track di
cui ci si dimentica poco dopo. Lynn Miles proviene dalle fila
della gloriosa Rounder Records e infatti il suo blues rock
è davvero una trottola elettrica anche se rientra nella classicità
del rock senza spunti particolarmente nuovi.
Infine ho lasciato le vere grandi per ultime : Ani Di Franco
che ci presenta un soffuso Heartbreak Even, corale e arricchito
da bellissimi arrangiamenti vaudeville,e la sua voce possente che
riesce ad essere duttile e diventare preziosa per la struttura dellintero
pezzo.
E poi la più grande e cioè Becki
DiGregorio che si diversifica da tutto con il suo rock profondo,
scandito dalla voce metallica e unica. Cats in the aviary tratto
dal recente Gods Empty Chair è è luce tenue
che si accende al mattino, brillanti stelle che atterranno sulla spiaggia,
chitarra acustica e voce, maestosa e sublime che sinnalza dagli
abissi più blu per volare alta come un gabbiano da costa a
costa. Lei è davvero lessenza di una compilation come
questa.
Per chi volesse acquistare il cd: www.jarmusic.com |
| Es
- THE MISTERCERVELLO EP 3819 (Fosbury) |
Es
dal Veneto. Rock e avanguardia che tentano di portare al di fuori
della solita èlite,due binari che questa giovane band riesce
ad unire senza annoiare. Nervose chitarre, arrangiamenti molto curati
nella loro linearità e un canto che spesso usa il falsetto
nellambito del low-fi ma si va oltre lo spazio e il tempo, un
disco che poteva uscire due anni fa o fra dieci. Bellissimi gli stacchi
allorgano Hammond di Alessandro Mattiuzzo. A volte lindie
rock si sposa con Battisti vedi Confortevole/Azzurro superiore,
anche se poi i binari intrecciano coordinate diverse, quasi a interagire
col rock sperimentale di bands come Opus Avantra dei primi anni settanta.
Appunti per una musica che rimane tale anche dopo anni. Una bella
sorpresa questi Es che hanno allattivo un altro cd autoprodotto
Musica Tedesca Tric e Troc (un omaggio alla libertà
sonora di band come Amon Duul II?).Arrangiamenti perfetti in Judy
California, la maestosità delle tastiere si unisce con
una bella sezione ritmica ed una chitarra arrabbiata. Sentiremo ancora
parlare degli Es ne sono sicuro, le premesse ci sono tutte. Mouser
a Roubaix è un interessante pezzo che rispolvera lelettronica
dei moogs infuriati di bands come Tonto con le narcolessie del Seattle
Sound, un ponte dunione fra due epoche , due generi completamente
diverse che davvero in pochi sono riusciti a travalicare. Lucida follia
che avvertiamo di nuovo in Music for Mr Brain e Uomo nuovo
dove il campo di ricerca musicale si fa ancora più ampio. Es
sono un talento che annovera pochi altri indie artisti di casa nostra
(A Toys Orchestra). Dicevo prima avanguardia perché
non esiste la struttura tipica di un pezzo visto come canzone ma un
gancio dove appendere frastagliati rumori e sognanti trombe jazz datmosfera,
oppure carillon che storpiano lidea iniziale del pezzo per poi
concludersi in modo inaspettato. Con tutto questo gli Es sono molto
terreni e non fantasmi nascosti dietro a un mixer. Le armonie,
le passioni, le linee melodiche ci sono in modo costante. Quando ciò
che ti colpisce di più è solo la musica senza tanti
orpelli sociali, allora The Mistercervello Lp è davvero
quanto di meglio si possa produrre in musica. |
| GOR
- Phlegraei 5717 (Prikosnovenie) |
Dallo
studio di Francesco Banchini parte il progetto Gor,
dischi realizzati in solitudine che attraverso la tecnologia viene
recuperato un sentore di musica medioevale e antica. Qui è
lo studio ed i percorsi ellenici ad interessare il collaboratore e
percussionista degli Ataraxia.
E un musicista giovanissimo che ha allattivo già
tre dischi solisti, è nato a Pozzuoli il 24/09/1974, ha avuto
il suo primo approccio alla musica a sei anni studiando e suonando
il clarinetto con il Complesso Bandistico della medesima città.
Il secondo cd Ialdabaoth è passato inosservato, ma con
Phlegraei Francesco Banchini si ripromette di conquistare
nuovamente gli amanti del folk e delle atmosfere più dark,
qui è presente musica tzigana, folk antico, percussioni antiche
e moderne, celestiali arpeggi di chitarra e mandolini, cornamuse,
e strumenti orientali.
La tecnologia e la sperimentazione vengono però messe meno
in evidenza e Phlegraei si dimostra un album di folk davvero
antico rispolverato per orecchie contemporanee ma teso a ridar luce
a composizioni che paiono millenarie. Gli studi che Francesco compie
non fanno altro che stimolare la contaminazione e la sperimentazione
musicale, intrecciando stili di musica diversa a partire dalla musica
classica, passando per quella medioevale finendo alla musica etnica,
e precisamente quella tradizionale del sud Italia, dellEst Europa
e del Medio Oriente. E per capire la musica di Gor bisogna
proprio addentrarsi dentro gli studi musicali di Francesco. Le chiavi
di lettura sono una passione per il latino, lepopea avanti-Cristo
fino al medioevo e la modernità. Francesco è lineare
alla sua filosofia, ma si dimostra allo stesso tempo eclettico e senza
sosta.
In questo progetto Gor si fa aiutare dai Gitanos di Pozzuoli
un ensemble numeroso che lo aiuta in tanti piccoli accorgimenti. Alla
fine rimane la bellezza delle musiche proposte che hanno una selvaggia
imponenza mista ad un lirismo senza confini tra Islam e Cattolicesimo.
Come Magellano, Colombo, Banchini è un navigatore che usa il
mondo odierno come una vecchia cartografia per raggiungere civiltà
e popoli ancora sconosciuti. Stavolta il centro Europa è dove
si focalizza e stoppa la sua vela. |
| laundrette
- CONCRETE AND GLASS 29'36" (Free Land/Gamma Pop) |
lUna
rete metallica, scarna eppure intrecciata nella sua linearità
è quella che viene raffigurata nel nuovo Cd dei Laundrette
ormai dati per dispersi ed invece riemersi dopo il bellissimo esordio
con Altitude. Però Concrete and Glass non raggiunge
i vertici dell'esordio. Dopo aver dato vita ad altri progetti come
Ego, il trio marchigiano ha saputo dilatare nel tempo la sua forza
creativa, ma Concrete and Glass ci presenta un post-rock
obliquo ed asciutto che sa di già ascoltato. La freddezza
e la concretezza sono davvero ben rappresentate, ma il primo elemento
doveva raggiungere una temperatiura più elevata per scaldare
i nostri cuori. Sempre pregevoli le trame chitarristiche di Lucio
Febo che è il perno su cui ruota tutta la struttura del
cd. Diver presenta una melodia elementare che le chitarre tendono
a renderla complessa, Out Of Traffic presenta un bel gioco
ipnotico fra chitarra e basso, Remondino è uno dei pezzi
più interessanti con la sua aria da rock malato bianco, purezza
che viene contaminata dal male, peccato sia troppo breve.
Rock freddo, ma che dopo alcuni ascolti comincia a scaldarsi, come
una trivella che raggiunge il suo scopo in profondità. Registrato
di nuovo in diretta, ha qualcosa di sottilmente intellettuale, diretto
e pensante; superiore a molti gruppi italiani, un gradino al di sotto
delle aspettative. |
| Madcaps
- GEOMETRIE VOL.1 (Madcaps) |
Dopo
qualche anno da Sale da thè, tornano gli atipici Madcaps
con il nuovo lavoro Geometrie vol.1,
che rappresenta sempre una fusione di teatralità e musica moderna,
infatti Geometrie è la colonna sonora degli happenings dellartista
Italo Zaffi che è possibile vedere anche nella traccia
video del cd.
Come si può intuire dalle copertine il materiale presente non
è complesso, ma godibile, anche se a tratti frammentario. Manca
la realizzazione di un intero full lenght cd. E non si può
capire cosa presenteranno i futuro i Madcaps, se produrranno
un cd autoctono oppure continueranno lungo la strada della colonna
sonora a lavori teatrali. Le loro tracce sono perlopiù traiettorie
musicali che incontrano binari divergenti come avviene in Duel recitata
e con tastiere industrial infiammate su un tappeto di carillons.
Lintero amalgama ci spiazza e ci pone diversi quesiti, belle
le percussioni che ora sembrano titaniche, antiche, e futuriste allo
steso tempo. Daniele Pellicconi è un drummer intelligente,
batteria pensante.Giorno di vento è più etnica e sembra
di respirare laria del deserto con tuareg intravisti nei delicati
veli di un miraggio anche se la dark-wave affiora in qualche
traccia, peccato che la voce sia sempre recitata e non cantata. Underground
e uomini vestiti in frak, elegante anomalia che continua imperturbabile
una sua strada, infischiandosene di tutto ciò che abbiamo intorno. |
| The
Juniper Band - SECRETS OF SUMMER 5723 (Suiteside) |
Le
lodi che si leggono su di un cd in genere fanno pensare che il giornalista
sia un fan della band.. Nel mio caso non è così, perché
non avevo ascoltato il cd di debutto della Juniper Band, ma
assicuro che Lights from a bar e Trier and trias sono
degli ottimi pezzi con lunico neo di essere stati incisi da
degli italiani, perché la Juniper Band meriterebbe di
essere distribuita nel mercato doltreoceano.
La Suiteside ha fatto bene a pubblicare questo grande album che si
presenta già con una cartolina splendida figlia di quei road-movie
degli anni 50 americani. Secrets of summer è un
insetto appeso alla parte di un muro che osserva lesecuzione
di una band e intromettendosi in qualche circuito elettrico provoca
piccole differenze impercettibili, ma che con unattenta analisi
rivelano lelemento che fa cambiare la struttura. Ombre e visioni.
Si sa ancora molto poco dei Juniper Band, a parte che Francesco
Begnoni faceva parte di un trio davvero turbolento che è
durato come una meteora i :Rose Island Road e che ha pubblicato
un grande Awaked and astrayed per la Gamma Pop. Poi i tre si
sono divisi e le prosecuzioni sono ora i Caboto e appunto la Juniper
Band due grandi gruppi davvero. Sunwards affonda la sua scrittura
nel rock di fine anni 70 e ci restituisce una song di cui solo
un inchino si può rendere. Entusiasmante con turbinoso basso
e batteria e grande chitarra abrasivo ma allo stesso tempo carico
di lussuria e splendore. Una tempesta guidata mani sapienti con tornados
che volano in alto.
Il rocknroll non è più solo due accordi
ma acquista un importanza che lo vede dilatarsi senza dimenticarsi
la formula base.
Lorenzo Biagi e Francesco Begnoni giocano, siaccalcano,
distorcono, torturano, leggono le armonie sulle loro chitarre e Zeus
Ferrari e Gianluca Lucchi egregiamente suonano la sezione
ritmica. Ad ampliare questo quadro si aggiunge il tastierista Alessandro
Cavalli. Difficili trovare delle similitudini con altri artisti
se non con il grande Neil Young. Part of the play ha un riff
caldo che riesce a sciogliere anche il ghiaccio più intenso,
Jaded Strings è una cavalcata sostenuta dal basso e
da chitarre pungenti , A tale of holy devotion ha una struttura
più complessa e cavalca le onde dei Rain Parade. Ma anche gli
amanti di un certo rock nostalgico anni 60 psichedelico come
Touch troveranno da deliziarsi con Twin dreams of seen and
seem dove il mixaggio di David Lenci ricrea un atmosfera
mai dimenticata,e il suono sixties non è distante dall
ensemble dellalbum anzi con le sue spire si addentra
benissimo e non è un suono straniero.
E sapere che allinizio sono così promettenti è
già una garanzia che difficilmente li vedrà cadere nel
vuoto. La tempesta, la luce, lombra, il virato seppia, il blu,
tutti gli elementi della copertina si ritroveranno nel disco come
già successe a Lische dei Madrigali Magri. Musicisti
con idee chiarissime che riescono a trasmutare pensieri astratti in
musica concreta.
Volume alto dagli amplificatori e la musica della Juniper Band
verrà davvero a travolgere i vostri corpi ormai stanchi
dalle solite proposte musicali, qui siamo di fronte a uno tsunami. |
| Watzloves
- ROCKIN COUNTRY GUMBO 4138 (Voodoo Rhythm) |
La
Voodoo Rhythm è unetichetta che opera nella verde
Svizzera ed è fondata e guidata dal pazzo Lightning Beat-Man.
Oltre ai suoi dischi il Beat-man si fa portavoce di tante formazioni
atipiche che conservano linnato amore per il rocknroll
anni50 ma trasgredito da acts selvaggi e furibondi. I Watzloves
arrivano con Rockin Country Gumbo al secondo cd dopo Polka
jamboree De Luxe sempre pubblicato per la Voodoo Rhythm. La band
è composta da persone provenienti sia dalla Louisiana che da
Amburgo in Germania , erano partiti come duo ma ora si sono ampliati.
Ed è interessante notare che oltre alle chitarre ci sono tromboni,
fisarmoniche e il sound della Louisiana e di New Orleans come
il tex mex si sposa davvero con atmosfere europee come valzer e marcette
della tradizione popolare europea. E il clima della Svizzera e qualche
bosco rilassante, giornate in aperta campagna è davvero ciò
che scaturiscono queste tracce guidate da unammaliante voce
femminile.
Hanno fatto tour massacranti e anche in Italia si sono potuti acclamare
in tutti quei festival beat dove il Beat man frequenta
spesso insieme agli artisti della sua scuderia. Durante i loro shows
sono anche disponibili i quadri della cantante che sono particolari
come la copertina del cd. Attraverso la Voodoo Rhythm sembra di tornare
indietro a quelle feste americane di provincia dove in uno stesso
palcoscenico si esibivano rocknroll band, freaks,
b-movies e drive in, attori improvvisati. Rocknroll
circus.
Nessuna cattiveria gratuita nellalbum ma molte accorate ballate
danzabili stretti stretti in una balera alternativa.
Silky è la leader ed è incredibilmente lei suona la
fisarmonica come un Jimy Hendrix fa con la chitarra , ha una splendida
voce ed è la vera leader dei Watzloves. Tutte le melodie
e i suoni sembrano essere cuciti addosso alla pelle di Silky
tanto il cd è inciso con amore e il risultato si sente.
Immaginiamo di stare in un locale fumoso in un porto di una vecchia
Amsterdam , riempiamo i nostri bicchieri di Tequila, qualche lite
e la band sul palco che delizia lincredibile serata con le sue
arie che lambiscono latmosfera. Nessun fronzolo, nessun orpello
intellettualoide, ma solo uno sviscerale amore per tutti gli anni
'50 per il trash più elegante (il che è tutto
dire). E i ricordi si possono ancora vivere nel presente con Rockin'
Contry Mambo. |
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