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la sezione interviste
di bloc notes: Gianluca Lo Presti,
One Dimensional Man, Devics
e
Black Heart Procession

Lou Reed: The Raven
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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi
che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di
Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale
192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
| Miele
June - SONERYL 4843 (Magenta) |
Come
abbiamo già scritto qualche settimana fa i Miele
June, un gruppo di Lecce fra i più interessanti della
scena italiana, non esistono più, anche se uno scioglimento
ufficiale non è ancora arrivato. Soneryl che significa
"canto" è un full lenght cd che scalda il
cuore. Come suggerisce il titolo, è un album di canzoni molto
raffinate e particolari, nate da una frizzante e corroborante miscela
di suoni che non annoia mai. Santa madre dei cattivi vorrebbe
essere dura e violenta, ma leleganza è dietro langolo
e così le chitarre taglienti si fondono con il velluto viola
. Gli assalti underground furiosi sono presenti nella breve
intro Vendiamo paranoie, mentre Sex Appeal è
pura new wave anni 80 ed era il potenziale singolo, con
un bel refrain accattivante. Kubrick, invece, è
il pezzo più strampalato e avanti negli anni, figlio illegittimo
del David Bowie di Outside: sembra proprio saltare fuori dalle pagine
del diario dellinvestigatore Nathan Adler anche se è
un omaggio al grande Carmelo Bene, vicino di casa a Livorno
del cantante e autore dei testi Gianni DAttis. Un pezzo
di musica attualissima e contemporanea, un esperimento- tributo ai
grandi nomi trasformisti del mondo teatrale-cinematografico. Percussioni
tribali e loops impazziti su un basso monocorde e spruzzi di
chitarre infuocate. Vita nello spazio ha davvero poco di spaziale
e riesuma i colleghi americani Cheap Trick: un rock grezzo ma ultrasensibile
alle stimolazioni vocali. Lo spazio e la vita nelle galassie sono
ancora il tema dominante di Musica per il pianeta rosso: un
desert-rock lisergico, lunare e arido, ma caldo come il paesaggio
marziano. Accordi monolitici ripetuti forse un po troppo e una
voce impegnata in un monologo perverso. Un disco complesso che non
ha perso il suo carisma, ma che conferma che le cose brillarti durano
il tempo di una scintilla. E nel buio è la dimostrazione che
un segnale di qualche effimera presenza cè stata! Fantasmi,
probabilmente... |
| Ludus
Pinsky & Alexander Robotnick - UNDERWATER CAFE 5937
(Hot Elephant Music) |
Ludus
Pinsky e Alexander Robotnick pubblicando Underwater
Cafè hanno immaginato la colonna sonora adeguata per colorare
le giornate passate in un bar localizzato negli abissi. E lesperimento
è riuscito in pieno; in Underwater Cafè si ascoltano
diversi generi, ma tutti filtrati attraverso un catalizzatore comune
che sembra essere la "liquidità" della musica. Diverse
dimensioni sono presenti in unopera che, come il mare, assorbe
culture senza tempo e senza spazio. Potrebbe trattarsi anche di moda
visto che i confini sono quelli della jungle, della psychedelia
e dellambient, ma oltrepassati con cuore e passione;
la produzione poi è impeccabile. Si viaggia attraverso i suoni
di Underwater Cafè, un batiscafo che esplora le sonorità
subacquee e le riporta alla luce con una tintarella dance attenta
e mai di routine.
Flor, in apertura, propone una suadente voce femminile e unatmosfera
che ricorda il genere di Leila France. Lo 103 è fitta
di sussulti etnici e loops ipnotici (non per niente Ludus Pinsky
proviene dallarea del reggae nostrano), e infatti il calore
esce fuori come lava. Tellirama si apre con fanciullesche voci
aliene, e ci conduce in un mondo sincopato e verdeggiante di nu-jazz;
bellissime le scintillanti tastiere che hanno un suono prog
ricco di echi degli anni 60. Ritmi onirici e avventurosi in
partenza verso viaggi siderali. Underwater Cafè (la
title-track) è un pezzo arrangiato in modo magistrale,
dove alcuni fiati campionati danno la visione di una parata ricca
di wall of sound cheda una parte sa di classico, e può
avvicinareall'ascoto fette più larghe di pubblico giovane,
grazie ai ritmi percussivi irresistibilmente latini. Dopo venti anni
di carriera dove a volte si è rischiato di essere anticipatori
di mode sonore, Maurizio Dami (Robotnick) torna con un progetto
totalmente libero. Sulla stessa scia si muovono, anche se in modo
più urbano, i Recycle, gli Entropia, le Terre
Differenti (più etnici) e gli artisti di Alien in Rome.
Chissà se in concerto Pinsky e Robotnick ci permetteranno di
tuffarci nel blu del loro mare... Un concerto durante una navigazione
sarebbe lottimo scenario per questi musicisti. LHovercraft
sta partendo: destinazione Underwater Cafè! |
| knot
toulouse - OPEN SESAME 17'11" (Beware) |
Ultimo
lavoro per questi Knot Toulose che avevano esordito l'anno
scorso su On/Off con il bel Cd Days are Days. Questo
Open Sesame, un mini cd, non fa che confermare le buone doti del
complesso che dopo questo parto si è sciolto...Un vero peccato
, ma speriamo che le critiche positive possano far decidere al gruppo
di continuare. Non c'è molta differenza con il primo Cd, forse
un suono più diretto e un uso più ponderato delle tastiere
e la cover di Phantasmagoria di Tim Buckley; il gruppo
èsempre guidato dal leader GianRico Bezzato, voce solista
e chitarra. Un ritorno a quei dischi che avevano caratterizzato gli
anni '70, contaminati con suoni vivi di questi '90. Brother in
Vain ne è la prova. Le chitarre rendono più piacevole
l'ascolto, donandole un'atmosfera asettica costellata da pungenti
strimpellamenti al pianoforte. Phantasmagoria in two viene
eseguita in modo fedele, senza l'apporto della tecnologia dei nostri
giorni, dandole più ritmo e corpo, costruendo così un
solido ponte fra passato e presente e dichiarando immortale la penna
di Tim Buckley. |
| Cubre
- OUR TANGLED SOUL (Cubre) |
Cosa
abbiano in comune i Cubre con i Punk Rockers proprio
non lo so, eppure spesso vengono annoverati come gruppo punk.
La loro musica è un heavy-metal farcito di doom
potentissimo, con chitarre apocalittiche che eseguono vere sinfonie
elettriche a volte infinite come avviene in Her Tangled Soul.
La copertina è bella, ma la produzione poteva essere migliorata:
a volte le trame hanno un che di opaco, come in Song for a Crushed
Man. Non tutto è postcore o hardcore, ci sono anche momenti
riflessivi e pensanti come The Den, che però
va nel ripetitivo. Sweet Treachery ha invece spunti molto interessanti:
è sporca, graffante e lancinante. Con furiose chitarre al kalashnikov
, sembra che la lezione dei Sepultura e dei Napalm Death sia dietro
langolo. Peccato per la voce troppo gutturale e monocorde di
Danilo, ma il pezzo è creativo. Is this my poison dimostra
che i nostri artisti possono competere con i cugini di oltreoceano;
certo distinguersi nel panorama, hardcore non è facile ma i
Cubre in alcuni punti ci riescono bene. Le liriche sono in inglese.
Bombastic sound, è inquieta, piena di attacchi devastanti,
seguiti da momenti di calma. Proprio come in una guerra. The fur
and the furher è un ottimo brano ma andrebbe riveduto e
corretto da un produttore come Vinicio dei Barrato, che saprebbe dare
la giusta dimensione a un pezzo così epico e allo stesso tempo
essenziale. Un consiglio che darei loro è di uscire dai canoni
dei gruppi metal e inserirsi nel vero filone underground, perché
il gruppo ha tutte le qualità per porsi oltre il muro. Un cd
che difficilmente annoia anche perché non lascia tregua agli
ascoltatori. |
| Lost
Country - DOWN ON THE BORDERLINE - 4349 (Cool Groove) |
Un
progetto nato e costruito con passione. I Lost Country hanno
iniziato a incidere nel 1998 e ripescando la musica delle radici come
country, blues, honky tonk, canzoni di protesta, hanno creato uno
stile che non sa di antico, ma è nostalgicamente moderno, a
dimostrazione del fatto che questa musica può essere sempre
un evergreen.
Tutto è nato con la fondazione delletichetta Cool
Groove a opera del grandissimo musicista Jim Colegrove,
che ha collaborato con rockstars famosissime, e che qui canta, suona
il basso, la batteria e la chitarra. I Lost Country sono una big-band
che annovera, fra gli altri, anche membri dei mitici gruppi Hungry
Chuck e Great Speckled Bird (che furono prodotti da Todd
Rundgren con Ian e Sylvia Tyson).. Così Down on the
borderline è una collezione di suoni dellepoca western
e vaudeville tirati a lucido. E il secondo lavoro dopo
Broken People ed è frizzante e rinfrescante come una
coca cola ghiacciata dopo una giornata destate nel Texas. I
Lost Country sono più dolci di bands come Donna The Buffalo,
ma hanno le potenzialità di combo come la Band i Pure
Prairie League o i Kingfish.
E così elegantemente, il Texas e il Midwest sembrano per un
attimo rispecchiarei salotti particolari di Un tram che si chiama
desiderio di Tennesse Williams dove appassite signore con una bottiglia
di bourbon si affacciano alla finestra e ascoltano pezzi come Playing
Safe, in una festa campestre tutta girandole e colori. Lamore
vissuto come impegno profondo: Slow death ne è lesempio,
dove il tema della morte viene affrontato con delicatezza e feeling,
senza mai cadere nel lugubre, una vera poesia in musica. I buoni auspici
dellesordio si rinnovano e sono ancora più penetranti
e intriganti in questo secondo lavoro dei Lost Country carico di decorazioni
poetiche e culturali. Fuochi artificiali inesplosi che nel cielo della
musica risplendono e affascinano come non mai. |
| Maisie/Falter
Bramnk - MUSIC IS A FISH DEFROSTED WITH A HAIR-DRYER 7102
(Snowdonia/Mizmaze) |
Ascoltando
un cd dei Maisie puoi pensare che sia stato composto sotto
leffetto di qualche allucinogeno; la copertina e la grafica
rimandano nettamente alla cultura psichedelica dei primi ann i70
e non é un caso che sia stato inciso in collaborazione con
la Mizmaze. Un lungo cd con quindici pezzi arrangiato da Falter
Bramnk e con vari ospiti come Jacopo Andreini. Un gruppo
che incide solo per passione, senza nessun interesse commerciale e
questo va aloro merito. Ci si chiede come lensemble Snowdonia
trovi il tempo di fare e pubblicare tanti progetti maliziosi e gustosi.
Una lotta contro le majors che piano piano hanno aperto le porte a
tanti gruppi anarcoidi della musica italiana. Il paesaggio che ci
offrono i Maisie è fatto di jingle televisivi, piccoli
strappi elettronici, eruzioni di vulcani, cori lisergici e tribali
come avviene in Andy Warhol Made in China, dove sembrano apparire
improvvisamente immagini di Happy Together e Midnight Dancers, due
fra i più interessanti movies dellEst. I Maisie sono
senza confini e questo cd è davvero una grande sorpresa. Im
swinging è uno swing, ma sulla falsariga delle cose
migliori dei Residents e la testimonianza che la band ha ascoltato
attentamente gioielli come Swing to the right di Todd Rundgren. In
pratica tutto lalfabeto musicale viene qui presentato, anche
se per frazioni di secondo. Una band onesta che sa il fatto suo. Sarebbe
davvero grande vederli dal vivo, magari accoppiati ai Mirabilia, ai
Valvola o ai Nema Nicko. Ecco il mondo tridimensionale dei Maisie,
un loro cd è come guardare un view master, i suoni sono
percepibili al tatto... |
| Artisti
Vari - Floralia Vol. 4 7628 (Mizmaze) |
Psychedelia
post-atomica proveniente da ogni parte del mondo. Questo è
il 4° appuntamento con Floralia, un must per tutti gli
appassionati e non solo, una raccolta frutto della tenace e lodevole
ricerca che ormai da anni viene portata avanti dal leader della Mizmaze,
Giampiero Fleba (stavolta associatosi alla Wot 4, nobile etichetta
olandese che pubblicherà presto anche il tanto atteso $torie
dei Deadburger). Difficile scegliere, ma Fleba lha fatto
benissimo. I Solar Mumuns in apertura presentano una ballata
lisergica che mi ha ricordato i grandi italiani
Jacula, autori di bellissimi albums oggi introvabili, un dark
druidico industriale e medievaleggiante. Grandi i Dono Celeste,
una band italiana di cui si sa poco o nulla. Piano Cell sa
di prog con tanto di basso pulsante e fronde di sintetizzatori
spezzati in un lago di cristallo. Uno dei migliori pezzi in assoluto
della raccolta. E a seguire gli Effetto Doppler, altri italiani
che esordiscono ora con un cd in proprio di cui parleremo presto.
Propongono un cantato melodico molto cantautoriale, con bei cori tipicamente
anni 60 ( i Giganti)
..E davvero si fa un tuffo nel passato.
Gli spagnoli Schwarz ci incantano col loro pezzo Punkadelic,
allusivo viaggio allucinante fatto di corroboranti atmosfere alla
Blade Runner in una favola ipnotica fatta di voci appena sussurrate
e poi gorgoglianti e melodrammatiche: il tutto cadenzato in una danza
sensuale ed elettronica. Bravissimi. Missy Roback (con membri
di Rain Parade) sono più classici, la psychedelia in
frac (non freak), eleganti e maestosi seppure con un pezzo semplice,
molto acustico. I russi Group 2012 fanno rivivere i fantasmi
di Stalker .Sembra una colonna sonora ( e lo è) di un
film di Tarkowski
Paranoia in una miniera marziana, inquietante
desolazione, folletti maligni come ombre sui tasti delle tastiere.Con
il supporto digitale anche brani che hanno molto di nostalgico come
quello degli Ektroverde acquistano maggiore potenza ed è
bellissimo ascoltare questi suoni liquidi che un tempo i solchi consumavano.
Molto occidentale il pezzo dei giapponesi Kaminumahda Yohji,
che assomiglia molto a qualcosa dei primi Pink Floyd con voci angeliche
alla Hiroshi Takano.
Così la psychedelia contamina il folk, il rock teutonico, le
ballate, la dance. Bellissima la grafica, opera del maestro Matteo
Guarnaccia.Ci avrei visto bene in questa raccolta anche gli Hush
di Om.
Floralia illumina alcuni combo che difficilmente potrebbero venire
fuori ed è stupendo che proprio lItalia dia popolarità
a queste bands. Il cd non ha nulla di monotono anche perché
si affronta un genere visto da più parti, osservato da diverse
angolature, scolpito con minuziosa precisione in tutte le sue sfaccettature.
Alla fine sarebbe davvero grande pubblicare un cofanetto con tutti
e 4 i lavori, ma lopera non sarebbe mai completa, perché
sicuramente Giampiero Fleba vuole andare avanti. |
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