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la sezione interviste
di bloc notes: Gianluca Lo Presti,
One Dimensional Man, Devics
e
Black Heart Procession

Joe Strummer
and The Mescaleros: Streetcore
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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi
che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di
Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale
192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
| Architorti
- RETRO 7536 (GMG) |
Studenti
di Conservatorio, e session-men per molti musicisti come i
Subsonica e Madaski, gli Architorti arrivano al terzo album
che propone una rilettura di classici e motivi più pop in veste
di musica da camera. E così insieme a Maurice Ravel ,troviamo
Paul Anka e i Pink Floyd. Stavolta il pop diventa musica intellettuale.
In Italia le cose classiche non hanno mai attirato tanto lattenzione
e bisogna chiedersi a chi gli Architorti si rivolgano: se al pubblico
incipriato e imbellettato dei teatri o a quello più straccione
e più trendy del circuito indie o chissà cosaltro...
E davvero difficile riuscire a entrare nel mondo degli amanti
della musica classica ma Retrò composta dal membro Lorenzo
Bertot fa in modo che questo avvenga: gli Architorti sono eccellenti
musicisti e si spera che ottengano la giusta considerazione.
In un'Italia povera di nuovi grooves ed attitudini verso qualcosa
di più rischioso, il lavoro degli Architorti ci pare sublime.
Ogni volta i componenti ruotano ma punto fisso è Marco Robino
di Pinerolo. Certo abbattere le barriere non è facile e più
che alla musica odierna il cd Retro sembra appartenere alla vera musica
da camera. Bach e Strauss servono in genere come base per poi approdare
a nuovi lidi, invece gli Architorti sono affascinati e vogliono rimanere
in questo ambito anche quando offrono un affascinante omaggio alla
colonna sonora di Titanic...
In Unopiùuno appaiono fermenti ipnotici-dance con tanto
di batteria elettronica. Riusciranno queste combinazioni a travalicare
le anime più sanguinolente del rock? Probabilmente no, ma il
pubblico a cui si rivolgono gli Architorti è molto più
open-minded.
Retrò è frutto di un gioco difficile e arduo che li
colloca in uno spazio temporale ancora indefinito.. |
| John
Glossenger - I USED TO LIVE WHERE IT SNOWS 3644 (GML) |
Un
paesaggio nevoso carico di tristezza e malinconia. Freddo ma con colori
accesi . Un abitante di Mink Hollow (vicino a Bearsville, eremo per
anni di Todd Rundgren), John Glossenger incide questo secondo
cd in completa solitudine accompagnato da pianoforte e viola. Copertina
suggestiva e ampiamente descrittiva che rasenta la perfezione di quanto
si ascolta. E stata fotografata dallo stesso John e non poteva
essere più esemplare, anche lo sfondo è importante come
gli strumenti utilizzati per la realizzazione del disco. Musica ancora
più triste che quella presente nel catalogo 4 AD nei due pezzi
Twilight e Wall of prayers, quindi difficile da ascoltare
ma a parte questi due pezzi il resto è molto più armonico
e frizzante. Il musicista sogna le Hawaii e scrive e incide Driving
to Hawaii dove latmosfera si fa caramellosa e quasi surf,
con una tastiera Bontempi e una batteria elettronica ad incalzare
le note. La breve Intro (fanfare9) è musica burlesque
nel più puro stile di Todd Rundgren di cui John è senzaltro
un fan. Central Artificial Intelligence Agency ha un impatto
di quel rock anni70 che dalla lounge si contaminava con
lo space-rock passando per ritmi latini: insomma, una ideale
colonna sonora per quei B-Movies dedicati allazione che tanto
imperversavano in decadi passate. Il futuro e le sue connessioni sono
elementi cari a John, che ha infarcito quasi tutto il cd di questi
suoni così morbidi eppure vulcanici e che, comunque, lo rendono
estremamente gradevole. I Tom Tom Club meno dance sono qui. Il cd
è interamente strumentale e le melodie scendono giù
scivolose e inafferrabili, quasi sfuggenti e delicate come un fiocco
di neve che danza sospeso nellaria. Inutile suggestionare il
lettore segnalando altri pezzi, tutti sono allaltezza. Dopo
molti ascolti il cd risulta fresco come una rosa appena colta , con
i suoi aromi nellaria.
Forse qualche chitarra e un tono più elettrico non avrebbero
guastato lensemble. Per chi volesse acquistarlo può
andare sul sito ufficiale: www.johnglossenger.com |
| Maisie
- BACHARACH FOR PRESIDENT, BRUNO MADERNA SUPERSTAR! 7127(Snowdonia
Records) |
Unaltra
sorpresa da parte dei Maisie, il duo-band composto da Cinzia
La Fauci e Alberto Scotti che del pop no wave sono
indissolubili maestri. A due icone come Burt Bacharach e Bruno Maderna
(autore della bellissima opera Satyricon) hanno voluto dedicare questo
cd, che però non riprende pezzi dei due illustri compositori
ma contiene materiale totalmente inedito...Il cd rende omaggio anche
a un altro grande come Simon Jeffreys, della Penguin Cafè Orchestra.
Così abbiamo i Maisie più ascoltabili e stuzzicanti
che mai in passato. Tutto è nato in Sicilia, come al solito
per la fucina Snowdonia che andrebbe maggiormente valutata. Il cd
è ricco di vibrazioni salutari e si nota il coinvolgimento
anche di Paolo Messere della Blessed Child Opera e di
uno stuolo di importanti musicisti.
La musica è deliziosa e non assolutamente cerebrale vicina
alle cose di Laila France, degli Stereolab e più lontana da
manifesti psichedelici come quello delle Angel In Heavy Syrup.
Armonie solari che planano verso candide isole sono il denominatore
comune di questo bellissimo cd che è lontano dal rock come
potevano esserlo Burt Bacharach o Bruno Maderna.
Dancing Stone potrebbe essere un pezzo di Bowie inciso negli
anni Settanta per la Deram o un pezzo della Canterbury storica. Nulla
di italiano, ma grande nella sua semplicità fatta di chitarrine
e atmosfere spaziali fatate.
Il libro di magia si apre allascoltatore e da un pulviscolo
fluttuano brillantini che si adagiano sulle batterie elettroniche,
sugli organetti, sulle marimbe, sui mandolini, sui campanellini: Peter
Pan ritorna a Never Land... E ogni musicista è un personaggio
importante. Suadenti i campionamenti di Luca Plozer Fusari in
Division 6. Anche lala estremista dei Kash di
Cuneo, i Rami campioneggiano intelligentemente. E Andrea Dreini
degli Anatrofobia si rivela anche chitarrista. In Sypsysolly
la canzoncina infarcita di R& B ci riporta ai tempi delle bellissime
filastrocche di Sandie Shaw con grande tromba di Ray Paci (e chi altri
poteva suonarla così in Italia?). Easy tune for Simon Jeffreys
è musica malinconica adatta ad un addio o ad un arrivederci
anche sapendo che gli anni a venire non saranno emozionanti come questo
momento, Im amashed ha bellissime voci e i sintetizzatori
di Cinzia sono appena palpabili, una melodia alla Lush ancora più
ovattata.
Il cd testimonia un salto di qualità creativa eccellente rispetto
a tutte le altre prove dei Maisie ed è sicuramente uno dei
migliori del 2003 appena trascorso. |
| PAUL+
PAULA - Fotografei voce na minha rolleyflex 3620 (Fosbury
Records) |
Torna
la attivissima Fosbury Records con questa band che propone
un cd dal titolo impronunciabile, mamma mia, ma la musica scorre via
senza intoppi addentrandosi in un rock intelligente anche se non necessariamente
innovativo.
Si tratta di una collezione di songs semplici e accattivanti,
giocate sulle chitarre elettriche e dalla struttura non elaborata.
A volte, come in Vanity deserves me, lo stile grunge viene
esaltato e la canzone è eccitante. The state you put me
in è burrascosa e prelude a una tempesta, una confessione cantata
come uno sciamano dinanzi a un deserto oscuro, Backseat è,
invece, più glam e ballabile, una stuzzicante melodia
yo-yo da college di yuppies alternativi. Uma Outra Maneira
Para Fazer è uno scherzetto senza capo ne coda, forse questi
piccoli esperimenti devono essere studiati e più approfonditi
e non buttati li al caso.
Per il resto il disco è un po breve per introdursi nelle
loro coordinate ma le prove future sapranno indicarci quale è
lapprodo verso il quale attraccheranno i Paul + Paula.
Ancora molto interessante è Como a cura che intreccia
benissimo il suono di band come Zumpano con la primigenia
ingenuità acerba dei Cure di Three Imaginary Boys. Uma a
curta è più decadente , una sorta di Roxy Music
che hanno ridotto allosso le complicate strutture strumentali,
ma nellessenzialità la meta la si raggiunge comunque.
Pregevoli ma leggermente inferiori ai colleghi ES. |
| Instrumental
Quarter - NO MORE SECRETS 3457 (Sickroom) |
Il
cd No more secrets degli Instrumental Quarter nonostante sia
pubblicato dalla Sickroom Records (www.sickroomrecords.com)
è il lavoro di una band italianissima che annovera fra i suoi
componenti Paride Lanciani e Luigi Racca dei Kash
. Il cd è totalmente differente dalle atmosfere elettriche
che i Kash ci hanno ormai abituato nelle loro incisioni. Qui il repertorio
è in bilico fra set completamente acustici (con tanto di archi
che si tuffano in una psychedelia appannata di pop) e musica da camera.
Le atmosfere sono inglesi e si colorano di gruppi come Shelleyan
Orphan e, anche senza il canto, lalone di Nick Drake è
dietro la porta.
Le ombre, le parole pronunciate, i silenzi, i grandi respiri , la
forza della natura, quadri monocromatici con fondali colorati accesi,
aprono il varco a introspezioni sonore macrocosmiche.
John Cale sotto un tappeto di foglie morte, Julian Cope più
smussato, un Ralph Mc Tell che ci incanta elegantemente su una spiaggia,
un Robert Wyatt più acuto e tenebroso, e i Birdhouse coerciti
con la creatività che vuole uscire fuori. Tutto sta qui dentro,
andando a ricalcare le orme di ieri nei cammini di oggi.
Marrakech non è una canzone colorita e folkloristica
come ci lascia immaginare il titolo. ma è cupa e introspettiva,
Just a dream è un sogno con affanno. Probabilmente No
more secrets sarà lalbum molto più seguito
dalla fucina dei Kash anche se è una band totalmente diversa
che senza volere ha reso lanima più morbida e in qualche
caso più ascoltabile radiofonicamente.
Non ci sono parole ma Derniere Soiree sembra volare in alto
su una vela-chitarra ora smorzata, ora inclinata che cambia direzione
guidata dal vento; Wings of Torpedo, malinconica e regale,
sospesa nel vuoto, legata sottilmente ai fili impalpabili dellarpeggio.
Robots è malsana dallincidere potente e profondo con
un egregio lavoro di Luigi Racca al basso e Marco Allocco
al violoncello, No more secrets, la title track, è
lenta, introspettiva, triste e appassita, dal sapore dolce come luva
sultanina, resoconto di una mente che ormai non ha più nulla
da nascondere. Illinois Breakfast ha gli stop, le chiusure
e i veloci movimenti di gente che si scalda prima di una giornata
di lavoro, ora dolce poi fendente coma la lama di uno stiletto.
Sarà un successo? Non è detto, ma resta il fatto che
Instrumental Quarter si è rivelata una grandissima band internazionale
che appassionerà il pubblico di ogni platea con i suoi colori
da sempreverde autunno. |
| Rollerball
- PORKY PUPPET 7050 (Wallace) |
Una
proposta internazionale per la Wallace di Mirko Spino.
I Rollerball di Portland approdano alla sua etichetta con un
cd che è in parte ristampa e in parte materiale nuovo della
discografia di questa strampalata band di jazz magniloquente e catastrofico.
Il cd è però ottimo in ogni suo solco e si distacca
da molti esperimenti simili, come ad esempio i Cerberus Shoal.
Sembrano i figli più ricchi di Aki Kaurismaki e dopo ripetuti
ascolti il loro sound di primo impatto ostico e spigoloso, piano piano
si ammorbidisce e sembra figlio della nostra realtà di vita
a volte esasperata a volte confusa , ma assolutamente normale alla
fine di una giornata di lavoro.
Porky Puppet è un disco pieno di sussulti ma raffinato,
che non è riservato al solito pugno di mosche libere ma a sciami
più ampi di junkies sballati.
Una retrospettiva sulla vita che si svolge a Portland, ma anche a
Parigi o nel Messic... Le canzoni ci sono, ma vengono miniaturizzate,
tritate, ed escono in nuova veste e poltiglia. Porky Puppet è
un frullatore di melodie con ingranaggi a volte ferruginosi.
Speriamo davvero che le porte si schiudano per questa band di casalinghi
architetti di sonorità underground. Una maggiore pubblicità
e tours più massicci potrebbero davvero rendere a questa band
un po più di giustizia. Il cd è registrato ottimamente
e loro sono Amanda Mason Wiles al sax contralto, De Leon
S: alla tromba, Maes Starrc tastiere, chitarra,Gilles,
batteria,percussioni, Mini Wagomnwhell al basso e ai samples,
e con lospite di Bruno Dorella di Bar La Muerte alla
chitarra e alla voce.
Un cd inciso davvero con grazia, furore, e divertimento. |
| X
Takes The Square - GODDESS OF COOL 5705(Virgin Dog) |
Dai
territori della Florida e dalla produzione di uno dei Seasons of
The Wolf, ovvero Barry Skully Waddell, escono gli X
Takes The Square uno strano duo che ha poco a che vedere con il
metal innovativo della band. Qui siamo di fronte a delle Go Gos
più elettrizzate che si cimentano in fresh punk, garage
sound, e qualche spruzzo di elettronica urticante.
Lalbum è articolato e mai monotono e così 99
times è apocalittica, con suoni maestosi e oscuri che introducono
un rock tirato e ricco di enfasi. Molto belle le liriche di Bill
Bois che erano già scritte in precedenza come poesie e
a cui si è voluto dare un commento sonoro. Il lavoro di produzione
è stato importante perchè Skully Waddell si è
distaccato dallastronave madre Seasons of the Wolf per approdare
ad un asteroide più piccolo, ma con una vita propria. Lasteroide
sembra immune dalle contaminazioni della casa madre astronave. Le
canzoni non si aprono mai violentemente, sembrano dei piccoli anthems,
la voce della cantante Dana Victoria sa essere graffiante e
melodica allo stesso tempo e il sound è basato su dei
bei bassi e chitarre calde.
Goddess of Cool ci presenta un duo, un act che poteva
però essere più valido qualche anno fa, anche se il
sound rimane attualissimo, ma Concrete Blonde e Romeo Void
sono appunto i nomi che già si erano serviti di questa lezione.
Nonostante il sound si rivela a volte come già sentito, Dont
go sembra una versione più rallentata di un noto pezzo
di Joe Ely apparso nella colonna sonora del film Roadie. Molto bella
è Virgin Dog, con la partecipazione al dulcimer del
musicista appalachiano Bing Futch: un motivo con sonorità
inusuali, che si fondono fra arcano e moderno, fra urbano e rurale.
Altri ospiti sono Dale Welch alle chitarre, P-C. Williamsd
alla batteria, Buzzy Fernandes alle congas e lo stesso Skully
(come lead vocalist) in Whole. |
| Retrospettiva:
LE MASQUE - Dal diario di un soffiatore di vetro (Fuoco records, 1998) |
La
neve candida cade e il paesaggio intorno a noi pare diventi magico.
La neve,sostanza fredda che riesce a scaldare. Come il bellissimo
disco dei Le Masque, suonato con grande maestria, profonda
intensita', degno carburante dei nostri giorni piu' freddi. Armonie
crepuscolari che ti fanno sembrare questo inverno un altro inverno.
Calda malinconia da brividi. Uno dei dischi piu' belli e importanti
di questo 1998; un' antologia che racchiude tutti i passi piu' importanti
di questa notevole band lombarda ormai attiva da quattordici anni.
Tecnica strumentale ineccepibile e canzoni eterne. Sono davvero fiero
che esistano in Italia i Le Masque. Il Cd poi ha una confezione elegantissima
e splendida con tanto di booklet e foto meravigliose!
Dolore e piacere si mescolano nelle trame sontuose come Corpo di
una donna dove le parole diventano inutili e parla il clarinetto
di Ausonio Calò, arzigogolando qui e la' le pagine ingiallite
di un pentagrammma statico.
Molti pezzi sono incentrati sull'esaltazione della figura della donna.
La memoria di Venere con uno dei testi piu' poetici, impegnati
mai incontrato prima in Italia. Un disco che non attinge da modelli
stranieri, a parte qualche orchestrazione alla Leo Ferre'; Il racconto
della montagna, uno dei pezzi piu' grandi del disco, mi fa ritornare
indietro nel tempo, e mi ricorda alcuni passaggi del grande disco
di Patty Pravo Mai una signora. Ecco i grandi autori che "minaccia
bionda" sta cercando, potrebbero fare miracoli insieme e rivalutare
la stanca canzone italiana.
Intro triste e delicata per Il giorno del ripostiglio, eseguita
dal vivo che piano piano si trasforma in una fanfara solenne, ideale
colonna sonora per le rime di Gozzano, Palazzeschi e Federigo Tozzi,
con pianola meccanica e un synthesizer che disegna arabeschi
subacquei nella fontana del cortile. Un disco che deve essere diffuso,
intanto comincio a sognare un concerto dei Le Masque, una band atipica
e perfetta che dona alla musica il suo antico significato di arte. |
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