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The
Bloody Sunday Inquiry Web Site: un sito in lingua inglese dedicato
all'inchiesta condotta sul tragico evento
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BLOODY SUNDAY (Bloody Sunday),
regia di Paul Greengrass, con James Nesbitt, Tim
Pigott-Smith, Nichoilas Farrell, Gerard Crossan;
produzione: Irlanda; distribuzione: Mikado; Giudizio:
*** 1/2
Domenica 30 gennaio 1972, durante una marcia di pacifisti a Derry
(meglio nota con il nome inglese di Londonderry), in Irlanda del
Nord, i paracadutisti dellesercito britannico aprirono il
fuoco sui cittadini disarmati che manifestavano per i diritti civili,
uccidendo tredici innocenti, tra i quali anche un prete cattolico.
Questo tragico evento fu ribattezzato Bloody Sunday
(sul quale gli U2 composero la famosa canzone) e divenne il simbolo
della prepotenza del governo inglese sugli irlandesi.
Nel lungo conflitto tra Irlanda del Nord e Inghilterra, Bloody Sunday
evento segnò la fine del movimento pacifista e lavvento
della guerra civile, con il trionfo dellIRA - nelle cui fila
si arruolarono centinaia di giovani irlandesi - al quale seguirono
venticinque anni di violenze.
Lirlandese Greengrass (The Theory of Flight con
Kenneth Branagh e Helena Bonham-Carter) racconta la storia di quel
giorno, dallalba al tramonto, partendo dai preparativi da
ambo le parti, per arrivare allo scontro e terminare con gli ignobili
tentativi dellesercito inglese di sfuggire alle proprie responsabilità,
con la compiacenza del governo.
Ripreso con la camera a mano, in stile da reportage, Bloody
Sunday è una denuncia forte e asciutta degli abusi
che furono perpetrati quel giorno, senza per questo voler propendere
per la protesta armata.
Greengrass, attraverso il discorso conclusivo dello sconfortato
parlamentare irlandese Cooper - bravissimo James Nesbitt
(Jude, Welcome to Sarajevo, Svegliati Ned, Lucky Break) -
ci dice quello che poi i fatti e la storia hanno dimostrato: è
molto difficile portare avanti un messaggio di pace, ma comunque
la violenza, per quanto prevaricatrice essa sia, non è una
soluzione efficace al problema.
Il film ha vinto lOrso dOro al Festival di Berlino 2002
©
Marco Ferrari 2002 - per gentile concessione dell'autore

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