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airfish VARCARE LA SOGLIA DELLA SPERANZA 59'02" (Stereosupremo)
Il gruppo siciliano in questione appartiene a quell'area di contaminazioni di più generi assemblati tra loro, ma hanno più romanticismo rispetto ad altri come Lab, Splatterpink, Nando Meet Corrosion, perché i loro suoni sono sostanzialmente europei e di americano, appunto, non hanno nulla. Tamagocki riprende un tema caro anche agli altri italiani; Emme é una canzone futurista,pulsante di cuori immersi in kaleidoscopici mari lisegici. In X-files si spingono ancora più avanti lanciando urla da ossessi che s'incastrano in doo-woop a cappella; solo una batteria accompagna la voce sciamanica, fino a quando un basso ossessivo dà il via alla canzone che, guarda caso, potrebbe essere anche ballata in discoteca. Non si hanno molte notizie sugli artisti della Stereosupremo ed é un vero peccato perché é davvero un'etichetta con musicisti inventivi e bravi. Testi a volte sputati senza peli sulla lingua. Mary Lo Cascio si contorna di jazz della swingin' London vicina ad alcune cose dei Carmel, ma eseguita in modo frenetico con importanti parti di batteria, di voce,di chitarra. Peccato che il booklet sia parco d'informazioni e, quindi, é impossibile conscere i nomi dei componenti della band. Bussano? é figlia ideale di Ciprì e Maresco, anche se c'é più candore, dovuto al bel suono della chitarra che non é distorta ma appare pulita e liquida. Il problema del filozema e Ieri ero morto sono, infine, canzoni ricche nella loro scarnezza, annacquate da convulsioni drum'n'bass avveneristiche e litanie da top ten, con sintetizzatori dalla tenue aria emersoniana.
 laundrette CONCRETE AND GLASS 29'36" (Free Land/Gamma Pop)
Una rete metallica, scarna eppure intrecciata nella sua linearità é quella che viene raffigurata nel nuovo Cd dei Laundrette, ormai dati per dispersi e invece riemersi dopo il bellissimo esordio con Altitude. Però Concrete and Glass non raggiunge i vertici dell'esordio. Dopo aver dato vita ad altri progetti come Ego, il trio marchigiano ha saputo dilatare nel tempo la sua forza creativa, ma Concrete and Glass ci presenta un post-rock obliquo ed asciutto che sa di già ascoltato. La freddezza e la concretezza sono davvero ben rappresentate, ma il primo elemento doveva raggiungere una temperatura più elevata per scaldare i nostri cuori. Sempre pregevoli le trame chitarristiche di Lucio Febo che é il perno su cui ruota tutta la struttura del cd. Diver presenta una melodia elementare che le chitarre tendono a rendere complessa, Out Of Traffic presenta un bel gioco ipnotico fra chitarra e basso, Remondino é uno dei pezzi più interessanti con la sua aria da rock malato bianco, purezza che viene contaminata dal male, peccato sia troppo breve. Rock freddo, ma che dopo alcuni ascolti comincia a scaldarsi, come una trivella che raggiunge il suo scopo in profondità. Registrato di nuovo in diretta, il disco ha qualcosa di sottilmente intellettuale, diretto e pensante, e risulta superiore alle prove di molti altri gruppi italiani.
 porcicomodi SOLLECITAZIONI PARTE PRIMA: IL CORPO 36'27" (NEW LM)
Musica vuol dire evasione, a volte. L'esatto contrario avviene invece in questa seconda opera dei PORCICOMODI, un mini-concept album che ti fa pensare e riflettere, un'escursione a 360° gradi sulla quotidianita' del lavoro, della famiglia, del sesso, dell'amicizia. Una ribellione musicale terroristica, con il veicolo corpo ad essere argomento cardine, anche quando e' sgradevole La vicina. La musica e' piu' studiata che in Abbandonati, meno d'impatto con le chitarre di Ivan Antonioli ancora piu' acide e dilanianti, ma suonate con piu' classe che nell'esordio. Si respira un'aria claustrofobica e ossessiva in tutto il mini-Cd e il brano Il corpo ne e' la prova piu'esaltante, vero e proprio noise siderale. Ma con questa prova i Porcicomodi vogliono allargare la ristretta cerchia di fans, un'evoluzione un po' masochistica indubbiamente,che puo' apparire pretenziosa, ma senz'altro meritevole di attenzione. Troveranno interessante questo disco sia i punks che gli intellettualoidi dell'art-rock, gli sperimentatori e i rockers piu' smaliziati.
Divertente risulta la cover di Splendido splendente della Rettore, riproposta qui in un pezzo d'assalto tipico dei gruppi newyorkesi della prima meta' anni '80. Un'azione innovatrice urbana e frenetica, un diario sonico nichilista che perturba l'apparente pace quotidiana in cui viviamo. Assolutamente lontano dalla commercialita'. Ascoltare per credere La nostra strada é di sassi e Stabilimento. Calami e' piu' torrida e impetuosa con la batteria neurotica e precisissima di Roberto Ricci. Ce n'e' per tutti.
lab MILLEPIEDI 52'35" (Stereosupremo)
Un disco insolito, il risultato difficile e con qualche dubbio. Ma solo per i primi 5 o 6 ascolti, poi incomincia a diventare familiare. Si rimane sorpresi nell'ascoltare una musica così aliena insieme a refrain della canzone popolare italiana di 50 anni e più. Bzef é una composizione piena di affreschi, dove i musicisti si lasciano andare senza controllarsi, creando un quadro quasi jazz,arzigogolando qua e là nelle spire più intricate di matassa musicale variopinta da pennellate rock. Certamente per l'Italia é un passo avanti e il gruppo é da tenere sott'occhio, cugini primi dei meravigliosi Camp Blackfoot. Loro, però, inabissano le loro orecchie anche nei remoti padri Centipede, anche se hanno dalla loro parte il nascere dopo e, quindi, una marcia in più al passo con questi tempi confusi. Formica rossa é più fragile, ma contiene uno stacco di O bella ciao rivisitata in modo perverso al fulmicotone. A volte un flauto e semplici giradischi sono elencati fra gli strumenti suonati dal gruppo. Bagatella per ukulele sorprende per l'accostamento a certe sonorità cosi care a gruppi dell'era progressive come Quella Vecchia Locanda. Lontani dall'essere stars nel senso consumistico, questi artigiani pitagorici hanno pubblicato uno dei dischi italiani più belli del 2000.

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