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la sezione interviste
di bloc notes: Gianluca Lo Presti,
One Dimensional Man, Devics
e
Black Heart Procession

Joe Strummer
and The Mescaleros: Streetcore
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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi
che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di
Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale
192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
| Effetto
Doppler - INDIFFERENTICIELI 5325 (Mizmaze) |
Davvero
interessante il modo in cui gli Effetto Doppler trasformano
semplici melodie in intricate canzoni rock che vanno a pescare soluzioni
in tutta la musicologia globale, dal rock desertico, allhardrock
al doo-woop con testi provati e immaginari. Indifferenticieli
dimostra tutta la bravura di questa band sia in fatto di strumentisti
che compositori e arrangiatori. E osservatori di ogni movimento o
flusso dellintero universo. Due canzoni sono assolutamente perfette
e corrispondono a 3 MO D che presenta soluzioni inedite in
un brano dalla matrice tipicamente rock che rispolvera fin dallinizio
gorgheggi vocali in stile doo-woop e che racchiude nel testo il titolo
del cd. Tutto affascinante e carico di pathos. Un pezzo che dovrebbe
essere trasmesso in radio e che solleverebbe più di una curiosità.
Sensi è invece una ballata candida che folgora sguardi e immaginari
fiabeschi. Effetto Doppler nasce dallincontro di Dario
Antonetti (basso, chitarra, voce), Maurizio Consonni (chitarra,
synth, voce), Fabio Agnesina (chitarra, voce) e Manuel Papis
(batteria) dopo le esperienze con Kryptästhesie, Dalsangre e
Acidi Tonanti, già presenze creative della scena di Lecco e
dell'underground italiano.
Il resto dellalbum è come una pellicola ricca di musica
psychdelica molto elaborata e dilatata che ingloba diversi generi
musicali. A volte le chitarre sono acide e sepolcrali altre volte
stuzzicanti e funambole, ma sempre guidate da sapiente maestria.
Lesperienza vissuta viene catapultata qui in un lavoro assolutamente
nuovo, solo il cantato a volte è un po lagnoso e sarebbe
stato utile apporre qualche accorgimento. Tutto è intrigante
e misterioso e ci incanta. Stato di grazia è caotica e distruttiva,
acida e torrenziale , meccanica ed incalzante e si autocita in uno
scenario da anni 70 perduti, e infatti il Battiato di Fetus
e Pollution e gli Osage Tribe sono proprio lì a due passi come
fantasmi presenti e reali ma dissolventi. Sperimentazione e pop che
possono filare con un feeling di calda contaminazione. Dopo diversi
ascolti viene a galla anche lascolto di musicisti come Alejandro
Escovedo o blues men come John Campbell. Indifferenticieli coltiva
al suo interno diversi e parecchi bellissimi momenti. Ci vorrebbe
per un secondo lavoro un produttore esterno che affini soltanto alcuni
angoli e standardizzi il tutto e il gioco è fatto, oppure la
rivoluzione di tutto ciò che è stato detto e allora
la partita continuerebbe...
Scacco matto. |
| LEVIA
GRAVIA - In questa figura vedete delle macchie grigie? Demo Cd |
I
Levia Gravia presentano questo demo CD abbastanza bello, perche'
oltre a melodie tipicamente italiane uniscono suoni e ritmi drum'n'bass
internazionali.
Comunque sembrano prevalentemente guardare a modelli europei soft,
non molta sperimentazione. Un pop elegante cui i suoni generati dalle
macchine servono piu' ad abbellire i pezzi che a storpiarli.
Tre pezzi compongono questo demo cd, un po' pochi per tracciare coordinate
sicure, comunque il pezzo piu' interessante mi sembra Mentemia,
figlio dell'ultimo Bowie Earthling, dove su un incalzante tappeto
percussivo, le tastiere tracciano linee ipnotiche, anche la voce di
Claudio Morici sembra qui esprimersi al meglio.
Purtroppo nelle altre due tracce il cantato pare che reciti con accenti
alla Piero Pelu', ma perche' tutti lo imitano? I cantanti italiani
dovrebbero imparare ad essere piu' neutrali, ne guadagnerebbero in
positivo.
Abbastanza avventurosi,allievi dei loro concittadini Tiromancino,
i Levia Gravia dimostrano abbastanza talento e l'ascolto del demo
risulta abbastanza affascinante. Carta e' un pezzo abbastanza
visionario e la mente puo' creare immagini fantastiche meditando sui
suoni di questo pezzo con finale drammatico.
Attendiamo un vero full lenght Cd dai Levia Gravia che, viste
le premesse, non potrà che essere di qualita'. |
| LIBRI:
Michael Dertouzos - LA RIVOLUZIONE INCOMPIUTA 231 pg. APOGEO |
Oggi
Michael Dertouzos è scomparso, ma ci ha lasciati alcuni
libri importanti come questultimo La rivoluzione incompiuta,
dove naturalmente la rivoluzione è quella informatica, che
secondo Michael non è proprio un rivoluzione. Il dilemma è
quello che siamo a noi a servirci delle macchine o le macchine che
si servono di noi?
Ha tentato di unire le due cose non separando laspetto umano
da quello tecnologico.
Ciò che si apprende da questo libro è molto importante,
infatti laspetto da semi-Dio viene distrutto, e trova molto
elementare luso del pc paragonandolo in alcuni punti ad una
scavatrice, dove basta la leggera pressione delle dita sulle leve
giuste perché la pala sollevi e sposti la terra. Si risparmia
tempo ma il concetto di automazione è identico. E luomo
ad aver creato i computers e non viceversa. E si arriva fino al lancio
del programma Oxygen che è un sistema incentrato sugli esseri
umani e che dovrebbe andare sin oltre le tecnologie elettroniche che
conosciamo e che non ci soddisfano in pieno, eliminare tutti quei
problemi che ogni giorno si incontrano navigando nel web o lavorando
al pc.
Un libro scritto in maniera chiara e mai cervellotica , un saggio
che diventa anche una lettura piacevole e ci introduce in un mondo
futuro che deve ancora incominciare. |
| 3000
Bruchi - IL SORPASSO 3706 ( Aiuola Dischi) |
Unaltra
bella produzione per lAiuola Dischi, però i 3000 Bruchi
presentano più un lavoro di culto che un esplosivo lavoro
innovativo come quello dei Babalot. Alcune canzoni sanno davvero incantare
come avviene in Solo un sorso (o due) molto elettrica eppure carica
di poesia e realtà oscura alienante ,passaggio notturno in
un galleria luminosa di dark ballads. Pezzi non lunghi ma altalenanti
tra presente e passato: Nylon è un punk rock di qualche anno
fa senza particolari soluzione sonore sconvolgenti come ad esempio
fanno i Bebe Rebozo, ma eseguita con maturità e decisione.
Altre volte le tastiere e il sound regalano momenti progressive e
lounge vedi Sa di naftalina. Tutto senza essere pretenziosi ma divertendo,
risultando frizzanti e simpatici ad ogni passaggio. Probabilmente
sono legati ai sessanta e chissà se Il sorpasso vuole
citare il famoso film di Dino Risi del 1962, fatto sta che questi
ragazzi bolognesi ci sanno fare anche con lelettronica e così
le tastiere sono ben presenti. La ragnatela che presentano i 3000
Bruchi è limpida ma non per questo leggera, e resiste al tempo
perché alcuni passaggi sembrano essere ispirati agli sci/spy-fi
tv movie degli anni 70 come Shaft o Il prigioniero, o Il
Santo. |
| Andrea
Iovinelli - ALIENE UMANITA 142 pagine LIBERTY Edizioni |
Esordisce
Andrea Iovinelli con questo libro di racconti di fantascienza
pubblicato dalla Liberty, casa editrice di Ade Capone, il creatore
di Lazarus Ledd e sceneggiatore, fra gli altri, di Zagor.
Andrea Iovinelli è un autore interessante anche se qualche
ingenuità traspare attraverso il suo libro. Il concetto è
quello di donare umanità anche ad essere alieni, mostri che
di umano hanno poco, ma i personaggi sono tutti stracolmi di qualità
pensanti che sono la consapevolezza umana e così gli istinti
animali appaiono nascosti e forse più presenti negli uomini.
Andrea si trova più a suo agio nei racconti urbani che in quelli
prettamente fantascientificifantasy, come avviene in Tempo
di vendetta. Guarda in alto è troppo lungo come
racconto e alcuni vocaboli incontrati non dettano luce su ciò
che potremmo immaginare. E proprio limmagine sarebbe perfetta
per i racconti di Andrea Iovinelli, guarda caso la copertina è
illustrata da Fabio Bartolini di Dampyr e Lazarus Ledd. Ssarebbero
fumetti perfetti, perciò che aspettate Antonio Serra e lo stesso
Ade a reclutare Andrea come sceneggiatore per le vostre testate?
Donna di Picche è un altro particolare racconto, dove i
capitoli della vicenda sono snocciolati attraverso le carte da gioco.
Di incontri fra esseri e creture particolari è infarcito Aliene
Umanità che ti avvolge lanima e a volte lancia anche
soluzioni nichiliste come avviene in questi tempi di guerra reale. |
| Babalot
- CHE SUCCEDE QUANDO UNO MUORE 3452(Aiuola Dischi) |
Il
rocknroll che si sposa con ritmi disco e dance, non un
esperimento nuovo, ma tuttavia i Babalot lo rendono abbastanza
fresco e piacevole, e così lunderground potrebbe benissimo
atterrare nelle discoteche. Cantato con voce adolescenziale e reso
accattivante dai suoni moderni Cosa succede quando uno muore è
il primo lavoro di questa band laziale . Peccato che il management
ci abbia fornito un cd-r con poche note informative ma dal quadro
generale si evidenziano le bellissime chitarre di Babalot e Frenziss.
Il nome della band deriva dal vermicciatolo offerto come stuzzichino
nelle bibite Vidka nel futuro di Nathan Never. E così
andando avanti con gli ascolti tutto scivola via in una forma schizzata
di rock senza fronzoli ma arricchito da pungenti vagiti noise
e industrial wave.
Qualche affanno preso in prestito dai primi Tiromancino di Insisto
e Alone Alieno, ma ancora più pazzoidi e oltraggiosi. Tutto
pulsa e pompa come un motore alimentato dal cuore e dal cervello sballato
e così succede che anche con un esordio si può arrivare
già alla meta. Sarebbe interessante assistere ad un loro live-act.
Chissà come sono nate le canzoni, se acusticamente, il susseguirsi
poi è stato un degno lavoro certosino a tavolo per decidere
quale spurgamento sonoro sarebbe stato azzeccato qui e là,
e loro amano la libertà è evidente.
Potete ballare , cantare, stravolgervi con questo cd che sembra facile,ma
non rimane molto in testa a parte le linee melodiche. Eppur si muove
tutto e fluidamente la musica scorre nelle nostre vene e gira intorno
coem aria da un condizionatore, ma dove sono e che fanno i Babalot?
Come mai ho visto pochi servizi dedicati a loro?
Che succede quando uno muore è un grosso lavoro che supportato
a dovere potrebbe svelare il suo potenziale e non apparire anonimo
e inosservato. Peccato sempre per la ghost-track o il silenzio
alla fine della 14° traccia, un modello ormai vetusto.
La mantide scondinzagliata da un basso pulsante riverbera i
Digital Underground e poi si tramuta in un rock urlato da manuale.
Inutile soffermarsi su altri brani tutti degni di nota. Tecnicismo
e velocità di fraseggi alle chitarre elettriche saettano verso
i nostri padiglioni auricolari. Classe che non si dovrebbe guastare
nellavvenire. Una bandiera bianca sommersa dal mare inquinato
della nostra musica. |
| Deadly
Tide 631 (demo) |
Tornano
i Deadly Tide ancora con un demo che presenta due canzoni che
li proietta direttamente nel pump-rock primi anni ottanta e la grafica
di copertina che ricorda molto alcuni albums dei Toto ,probabilmente
non è stata scelta a caso. Le tastiere così scintillanti,
le chitarre con i loro riffs selvaggi ma curati, alcuni stacchi sinfonici
e il taglio delle due canzoni fanno capire che non si è voluti
andare avanti come ricerca sonora , ma rendere un tributo a chi ha
fatto indigestione per anni di Angel, Nazareth, Nantucket, Red Rider,
Aviator, Trillion, Reo Speedwagon, Triumph, Pat Travers Band.
Certo è unoperazione rischiosa(infatti ancora oggi i
Deadly Tide sono senza label, ed è un vero peccato perché
sono musicisti eccellenti). Dandy Rapsody è più torrenziale
e le chitarre sono più in evidenza, probabilmente se i Deadly
Tide operassero in USA questo sarebbe un singolo ufficiale e non un
demo,ma sono pronto a scommettere che arriverà presto un loro
cd ufficiale. Bella lelettronica umana che ormai avevamo dimenticato
in favore di computers e sequencer.
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| Todd
Rundgren - LIARS 7420 (Sanctuary) |
Ritrovare
la formula magica dopo 39 anni di carriera è quanto si apprende
fin dalle prime note di Liars, ultimo cd pubblicato da Todd
Rundgren in questi giorni. E subito A wizard, a true star,
Todd, Healing, A cappella balzano in mente. Gli
anni 90 ci avevano consegnato un grande songwriter (tutti gli
albums di Todd sono comunque superiori alla media) ma si era persa
quella genialità, quella scintilla di vita che aveva caratterizzato
le prime incisioni di Todd. Poi improvvisamente Todd decide di registrare
nelle sue Hawaii un nuovo lavoro completamente registrato da solo,
a parte un ospite al flauto e un altro alla chitarra ritmica. E così
Liars ha sconvolto tutta la stampa internazionale. Soprattutto per
il sound che è la cosa principale, nuove soluzioni che vanno
ad affondare le radici nel primo soul alla Herbie Mann per incrociarsi
con linventiva psichedelica rurale degli XTC e la violenza dei
Paradise Lost, il tutto orchestrato con sintetica elettronica.
La copertina con Todd vestito da Easter Bunny poi farebbe pensare
ad un cd satirico ed ironico, invece LIARS è un cd che
ci restituisce una verità che fa male, quella delle bugie dei
governanti e dei mullah islamici. Mai Todd è stato così
aspro con le liriche; ma cè anche la bugia nellamore
e alcune canzoni sono frutto delle esperienze con le sue compagne,
in particolar modo Bebe Buell, madre di Liv Tyler/Rundgren. Todd per
questo album ha messo un po da parte la chitarra per concentrarsi
sulla voce e incredibilmente dal punto di vista vocale Todd raggiunge
vertici mai toccati prima anche quando in 2nd wind e A cappella
diede a tutti una lezione sul Bel Canto. Qui oltre alla potenza
e duttilità la voce ha tutta la passione sofferta di uno dei
massimi artisti che non ha mai raggiunto la grandissima notorietà
anche se proprio LIARS sta scalando le classifiche internazionali.
Appena messo in cuffia mi sembrava di rievocare quel lontano dicembre
1974 quando mi accinsi a comprare in quel piccolo negozio di Savona
Todd Rundgrens Utopia; i suoni inusuali colpiscono e
ti aggrediscono, vuoi riascoltare, ti rimane il cervello infarcito
di nuovi extravaganze soniche, ma non riesci a memorizzarli vista
la complessità. Guardo il logo della casa discografica Sanctuary
Records e mi sembra che spunti anche il logo Bearsville, un marchio
che ha caratterizzato tutta la grande produzione di Todd. Perché
dopo la chiusura della Bearsville, si era persa un affettività
nei confronti dei dischi di Todd che ritroviamo solo ora. Cavalcate
, riff pirotecnici e la mostruosa bravura di un uomo, un artista che
ha sempre amato fino in fondo la sua musica e la musica globale. Dal
vivo Todd poi per LIARS ha creato una scenografia innovativa, un palco
a forma di cattedrale gotica futurista, con luci che fanno impallidire
per il loro caleidoscopio, e tutta la band vestita da sacerdoti della
storia divisi da pareti plastiche e Todd con i capelli biondissimi
al centro.
Stood up è la canzone più carismatica dellintero
cd, una ballata psichedelica ricca di ritmi folk e moderna elettronica
che sembra farsi acchiappare per poi scivolare via, ricorda lo
Skylarking degli XTC (prodotto dallo stesso Todd) per poi sciorinare
via verso la passione di Peter Gabriel e limmensità delle
voci; rimani colpito, ferito, affascinato, stupito. E tantissime bands
baseranno il loro genere su questo suono umano eppure plastico.
14 canzoni per un cd lunghissimo, quasi 75 minuti di musica, che Todd
dona ai suoi ascoltatori in un epoca in cui pochi artisti concedono
molto ai propri fans. Liarsè un puzzle esploso nellaria,
tutte le canzoni sono incise in un non stop che le lega ma sono così
diverse tra loro. Soul Brother è davvero un soul anni60
alla Herbie Mann con tanto di flauto e atmosfere alla Cymande. Non
si sa come Todd abbia iniziato la lavorazione di questo album ,da
dove sia venuta tanta ispirazione.Stop al rocknroll verso
una forma mutata di arte sonora. E proprio quando David Bowie, Stevie
Wonder, Eric Clapton deludono con le loro ultime prove Todd presenta
uno dei suoi massimi zeniths creativi. In Living ritroviamo la grande
maestria di Todd alla chitarra elettrica racchiusa in un ossessivo
tempo ripetitivo, che segnala leasprezza del vivere di questi
tempi.
Dopo l11 Settembre 2001 Todd doveva uscire con una nuova opera
e non poteva esser certamente un album tenero. Questo è il
primo Todd del dopobomba. La prima nota di Todd che perfora il cosmo.
Quanta strada si è percorsa da quando Bill Haley coniò
il termine rocknroll, Todd Rundgren ha rivoluzionato
quel concetto partendo dai due accordi classici per regalarci musica
e poesia che difficilmente potremmo accantonare. Alcune lacrime scendono
per la bellezza che questa musica alfanumerica fa scattare. Mammon
è una canzone dark che ripercorre i fantasmi di Cure,
Christian Death e Sister of Mercy con ritmi di basso ossessivi e voci
fanciullesche prigioniere nellinferno, qualche brandello sospinto
da un vento radioattivo fende laria. Wondering è,
invece, il presente , Gorge Bush è una melodia pop con
un refrain da strada, una canzone da fischiare ma non una canzone
commerciale dove i Cocteau Twins si fondono con i Temptations. Happy
Anniversary cantata in due modi diversi: una volta Todd è
donna e poi luomo ed è disco dance industriale, un suono
di plastica prefabbricato che riesci a cantare, ma che rivela al suo
interno una dose massiccia di funky radicale che si staglia
in una parte di rock classico furiosamente splendente. Una gemma.
Flaw gioca con un Prince più teso in una canzone scarna
mollata sul rimbalzo di un vibrafono, ma dove la voce è di
nuovo maestra.
Un album che diventa il regno sublime di un re.
Past ha il segno di grandi canzoni del passato come The
Last Ride o The verb to love o Just one victory,
la canzone nel Todd style per eccellenza, voce che volteggia quasi
da contralto, spruzzate elettroniche, ritmica precisa e sincopata
e un volo celestiale pindarico che raggiunge le stelle, in una antica
connivenza che ha permesso di trasformare le note in pietra filosofale.
Una differenza con il mercato giapponese; per il Sol Levante la copertina
è più in linea con il concetto dellalbum e i brani
hanno la forma canzone. Quindi diventeranno oggetti da collezionismo.
Concludo con Liar, la title track, che è una
ballata indiana abbracciata con un suono mediterraneo e assolutamente
nuova nelluniverso di Todd e che presa a se stante è
estranea a tutto lalbum, molto cinica e dura con la voce straziata
che ripercorre terreni scoscesi e invalicabili, che si lacera come
una gola appena trafitta da un ascensore infernale con prossima fermata
il cuore di un angelo. Qui la musica diventa manifesto globale alienato,
segno che unarma non sono solo le bombe e i fucili. Dagli altoparlanti
si diffonde la musica di God said, ascoltate popoli e meditate.
E il silenzio riempì laria. E tornò lazzurro
infinito. E il mondo si ricostruì. Bentornato produttore. |
| Mark
Cantanzriti - COLLECTION/MUSIC ONE 5332 (Cantanzriti) |
Se
siete metallari o prediligete lhard-rock non andate avanti
a leggere
il cd di Mark Cantanzriti
è musica per film romantica e probabilmente il cd finirebbe
in un angolo polveroso della vostra stanza oppure in una pattumiera
e non è così che si fa. Anche perché Mark ha
fatto parte dei Cecil Park, una band davvero interessante di
cui però dopo il primo cd omonimo si sono perse le tracce.
Se vi piace un po di elettronica anche oscura talvolta, ma sempre
frizzante allora potete avvicinarvi a Mark, anche se preferivo il
sound dei Cecil Park; questo cd è sullo stile di Serge Blenner,e
qualche artista new age. Musica fluida ,introspettiva,
calda, ideale per un relax. Yellow Creek è un tuffo
in un oceano di cristalli liquidi e una ninna nanna nordica;
Whale come tanti artisti new wave hanno già fatto con delfini
e simili è dedicata alla balena ed è appena movimentata
e il moog mi ricorda Il Guardiano del Faro o Nemo (ve li ricordate?)
Con Spyder si cambia registro ma forse è anche peggio
perché vi è una ricerca forzata di suoni che poi si
instaurano in un pezzo demodé. Un cd per amanti del genere
tutto qui e allora potete andare sul sicuro. Se vinteressa consiglio
di navigare su http://www.cantanzriti.com/Cantanzriti_01w800x600.htm
e potrete acquistare il cd direttamente da Mark. Magari dentro potrete
trovarci qualche episodio che raffigura bene qualche emozione della
vostra vita e dei vostri sogni. |
| Perturbazione
- IN CIRCOLO 5031 (Santeria) |
Rappresentare
melodie melanconiche, tristi e suadenti non è mai sto un problema
per i Perturbazione, unottima band italiana di cui si
erano perse un po le tracce. Sia negli episodi più acustici
che in quelli più elettrici, sia nei pezzi lenti che in quelli
più veloci, la poesia dei Perturbazione viene fuori. In
Circolo è un album più cantautoriale dei precedenti,
nel senso che sembra un disco solo del cantante Tommaso Cerasuolo,
gli interventi elettrici sono ridotti, ma forse è un nuovo
corso che avvicina di più i Perturbazione al grande pubblico
che era rimasto un po sopito nelle produzioni per la fallita
Beware! Records. Avevamo lasciato i Perturbazione dopo 36
e questo è il primo capitolo del dopo Beware, che però
risulta inferiore per freschezza, ricerca sonora e inventiva al gioellino
36 che era conciso sì, ma risplendeva di una luce cristallina
che qui si fa più appannata. Le liriche sono sempre bellissime,
coraggiose, profonde e ironiche ma non bastano a tramutare In Circolo
in capolavoro anche se I complicati pretesti del come (titolo
pretenzioso) rimane una grande canzone italiana che avrebbe potuto
uscire dal cilindro di un Francesco De Gregori.
Ma comunque tutte le canzoni presenti in In Circolo rispetto
a nuove bands sono grandi canzoni, sudate, sofferte ed eseguite con
piglio autoritario ed elegante. |
| LIVE:
RAGAZZA FANTASMA... |
Patty
Pravo ha presentato a Torino il 7 maggio 2004 la maggior parte
delle canzoni contenute nel suo nuovo cd Nic-Unic, dove attraverso
un sound moderno e stuzzichevole affronta diversi modi di esprimere
lamore. Lamore visto in tutte le sue forme al di là
dei ti amo,ti voglio bene, mi manchi spingendosi anche in territori
più sensuali e profondi, affascinando ancora una volta.
Patty non è più una ragazzina, ma a vederla li sul palco
del Teatro Colosseo a Torino la si scambia facilmente per una bellissima
trentenne, dal corpo esile e sexy. Nelle due ore di concerto si è
ascoltata larte di Patty Pravo non racchiusa in un genere definito
ma spaziante dal folk, al rock anni70 alla disco, alla dark
ballad.
Orient Express, bellissima, apre il concerto, interpretata
senza alcuna esitazione e resa anche migliore dal punto di vista vocale.
Le chitarre però avevano un taglio più killer nel concerto
del carnevale di Venezia. E si scivola così in Che uomo
sei, elettro-pop adolescenziale. E quando le prime note di una
versione rallentata di Limmenso si odono è davvero estasi,
Patty la canta divinamente e riesce a salire su punte alte di estensione
vocale. Non uno sbaglio. Perfetta. Anche se le chitarre acide ascoltate
durante il concerto di Genova del 2003 avevano ancora una volta sottolineato
la validità del pezzo di Roberto Pacco. Ed è di nuovo
rock potente con Fammi male che fai bene che graffia come non
mai, anche se gli artigli qui a Torino sembrano essere meno affilati
che in passato. Caldo è cantata con enfasi, e tutte le canzoni
a seguire vengono eseguite con distacco e professionalità,
tanto da far apparire linterprete sul palcoscenico una dissolvenza
fantasmagorica. Patty Pravo creatura singolare del teatro dellassurdo.
Tutta la carriera viene snocciolata da Patty tralasciando dietro,
interi album come Tanto, Cerchi, Occulte Persuasioni,
Ideogrammi ed è un peccato, ma logicamente in un repertorio
di due ore non si può inserire tutto. In Nic-Unic
disco luso dellelettronica è molto presente cosa
che invece dal vivo è stata accantonata e in Fiaba tra laltro
interpretata da brividi, luso di un sintetizzatore che emulava
i rumori acquatici dell introduzione è stato eliminato
rendendoci una versione scarna ma non povera arricchita dalla chitarra
acustica di Edoardo Massimi.
Oltre LEden viene ben eseguita, ma la voce ritorna in
alcuni punti a biascicare come se Nicoletta masticasse un chewing-gum.
Ma non è questo che importa ; è il suo carisma sempre
presente a brillare di luce propria- Vestita con un paio di pantaloni
in pelle e raso blu, e camicetta aperta sul petto di seta blu e i
lunghissimi capelli biondi alla Cassandra Peterson alias Una strega
chiamata Elvira, Nicoletta scherza col pubblico ed è molto
rilassata anche quando scherzosamente racconta che Tristezza moderna
nacque in una toilette. E viene eseguita con la chitarra acustica
di Andrea Braido racchiusa in una burlesca dolcezza dove io
ci avrei legato volentieri Il terzo uomo, filo di zucchero
di una stessa matassa.
Preciso e dinamico il drumming di Max Po, un giovane
batterista molto tecnico di cui non si conosce il passato musicale
che sintende perfettamente con il pulsante basso di Flavio
Piantoni; e la ritmica e linterpretazione vocale sono eccellenti
e accurati in Siamo sicuri che
., un pezzo che nel cd
appare un po anonimo, ma dal vivo risulta uno dei più
incalzanti e coinvolgenti. Tender chiara viene cantata ed eseguita
senza un intoppo , sensuale e da brividi e subito riconosciuta dal
pubblico nonostante sia un pezzo nuovo ma già un piccolo classico.
Pensiero stupendo con una voce un po più rauca rispetto
alloriginale fa balzare alla mente quei bellissimi anni fine
70 dove le discoteche regnavano e Patty languidamente e svogliata
sorreggeva lo scettro. E il pezzo è un sempreverde.
Molte volte lo spettro Nicoletta sembra uscire dallo schermo di diapositive
liquide e psichedeliche per avvicinarsi al pubblico delle prime file.
Contatto .(Peccato che manchi).
Notti bianche, un brano che ho sempre trovato inutile viene eseguita
e subito dopo E dimmi che non vuoi morire con la base pre-registrata
del sax di Andrea Innesto assente per un incidente ,raccoglie i favori
del pubblico più abituale degli hit-singles. Lei si muove diafana
e i capelli sembrano fluttuare nellaria come unelegante
libellula. E poi i due pianoforti per raccogliere i successi degli
anni 60 : concentrata su Pazza idea, esilarante in Qui
e là, affettuosa in Ragazzo Triste. E i complimenti
da parte del pubblico partono: grande, brava, mitica, unica, e lei
apprezza sorridendo. Il refrain di Sempre omaggia la
recente scomparsa di Gabriella Ferri e il pubblico laccoglie
con unovazione e si alza in piedi, applausi interminabili.
Le tende si chiudono e lei torna per una versione di Col Tempo,
infarcita di dubbi mnemonici. Poi lascia il palco per tornare a salutare
in accappatoio bianco. Il pubblico in sala appare felice e malinconico
allo stesso tempo e si accalca sui marciapiedi e alluscita per
incontrare questa piccola, grande incantatrice di anime particolari.
E lei come una saetta appare e sparisce nel buio. Volgo uno sguardo
sopra di me e il cielo per una notte sembra sempre più blu. |
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