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recensioni
 

Barry Buchanan-Mike Hoffman - THE BALLAD OF UTOPIA (Black Daze Publishing)

Che cos'é The ballad of Utopia? Uno dei più interessanti fumetti usciti negli ultimi tempi in America; questo numero 1 é davvero folgorante e narra le vicende di Utopia City, nell'antico Far West. A prima vista sembrerebbe appartenere al filone gotico-western, rappresentato da Jonah Hex, Scout e, in Italia, da Magico Vento, ma sarebbe riduttivo definirlo così: The ballad of Utopia é molto di più.
Narra le vicende del candidato a sceriffo Samuel David, un personaggio uguale a nessuno, un outsider che va a letto con prostitute, la bombetta che lo contraddistingue, disegnato davvero in modo splendido e impressionante da Mike Hoffman, già in passato alla corte di Swamp Thing, Alien Worlds, e autore della sua creatura Tigress. Hoffman e Buchanan non hanno cercato majors come la DC o la Marvel, ma si sono affidati ad una piccola editrice indipendente, la Black Daze, che ha creduto in loro e pubblica questo capolavoro.
Chissà se in italia se ne occuperà qualcuno: sarebbe davvero un peccato non avere questo fumetto in italiano. Lo stile di Hoffman ha qualcosa di classico, ma virato verso un taglio moderno, caratterizzato da chiari oscuri limpidi e inquietanti, che il bianco e nero esaltano ancora di più. Alla fine il fumetto oltre che ad interessare, diverte e fa riflettere sullo strano mondo che opera ad Utopia, una cittadina, dove omicidi, riti voodoo, botteghe antiche e bambini sordi caratterizza questo luogo . Un fumetto nato in totale libertà, senza le pressioni delle majors, con una veste moderna e attuale e uno stile narrativo nuovo che taglia i ponti con i supereroi degli anni Settanta, e che é già un prodotto di culto.

Pier Paolo Vettori MELALCOHOLIC ANGEL 45'15" (Beware)

Da sempre i cantautori riescono in qualche modo a unire le diverse generazioni nell'arco del tempo. Pier Paolo Vettori, con questo album d'esordio, accomuna generazioni e culture diverse che hanno segnato la scuola dei cantautori. La musica americana e inglese ha influenzato notevolmente questo cantautore (Beatles, Beach Boys, Eric Andersen, David Crosby,Todd Dillingham) e non a caso la copertina é stata firmata addirittura da Robert Wyatt. Canzoni dall'incomparabile bellezza cantate con una bellissima voce e arrangiamenti vocali molto sopraffini, curiose nei loro testi intellettuali e con un taglio esuberante, quasi tutte composizioni solari che comunque qualche amante dei Beatles troverà troppo simili ad alcune composizioni degli scarafaggi. Beep-Beep é stralunata, sostenuta da splendide chitarre acustiche e da un intermezzo psychedelico. Here comes the rain, molto dolce,é stata ispirata dalla bellezza a volte struggente e inquietante dell'arrivo della pioggia, un tema su cui tantissimi musicisti hanno dedicato più di una canzone (Beatles, Todd Rundgren, Ian Hunter etc. etc). Inevitabili quindi sono i collegamenti e i paragoni, dettati anche dall'uso della lingua inglese con nomi altisonanti. I menestrelli quindi continuano a proporre le loro ballate, impavidi della tecnologia e dei suoni futuristici che ormai la fanno da padroni nelle ultime incisioni di questo 2000. Melalcoholic Angel, un lavoro onesto e pieno di passione.

Negli anni '80 i CCCP Fedeli alla linea , durante i loro spettacoli dal vivo utilizzavano una strana figura di cantante, ballerino, spogliarellista dissacratorio che corrispondeva al nome di Fatur. Da allora e da quando i CCCP si sono sciolti, Fatur ha deciso d'intraprendere la carriera solista e così dopo L'amour arriva oggi Faturismo che lo si può inserire come dice una canzone omonima, in una sorta di cosmic-punk. Suoni da video-game, liriche corrosive e volutamente sporcaccione, ritmi da discoteca straniati dalla voce d'orco di Fatur, tutto eseguito con molto gusto e professionalità. Il disco ha avuto una gestazione difficile, doveva uscire molto tempo prima, ma dopo innumerevoli problemi eccolo qui. Fatur ci appare sempre come un Buddha suburbano alieno, e le canzoni nuove dal punto di vista tecnico e di registrazione sono una spanna sopra a quelle di L'amour. Slim F 87 é una delle più belle canzoni che affonda le liriche nel sociale, l'inutilità della guerra che rende impotenti anche i più accesi mandrilli. Cosmik punk non é che un manifesto della musica di Fatur, forse l'unico in Italia a miscelare suoni spaziali, marciume, e devastazione con ironia. Nebbia, allusiva poesia di un incontro sessuale andato in fumo, sostenuta da una dance ruspante. Faturismo é una sorta di sproloquio fra maschi arrapati e donne vogliose, senza dimenticare la psicolabilità della nostra società. Fatur cerca d'introdurre in canzoni alla moda elementi underground e casalinghi del fare quotidiano. Assolutamente da non perdere i suoi scandalosi spettacoli.

Temple of Venus- 18TH MAY 1980 19'29" (Toast)

Proprio per la Toast ecco che viene pubblicato un disco in netta antitesi col disco di Steve Sperguenzie.I Temple of Venus producono un mini cd che, giustamente, sa essere attuale pur riprendendo elementi appartenenti al passatoe senza ricorrere all'ausilio di una tecnologia avanzata. Lo scenario che la band torinese mette in luce é quello caro alla new wave degli anni '80, e non a caso il titolo del mini cd si riferisce alla data della morte di Ian Curtis, leader dei Joy Division, un vero e proprio evento epocale per tanti artisti appartenenti a questo genere. Partendo da questo background i Temple of Venus inseriscono nella loro musica qualche melodia tipicamente americana sulla falsariga di R.E.M., Live e Pure. I suoni freddi si uniscono a chitarre calde ,il cantato é abbastanza originale, e il gruppo dimostra una buona apertura mentale. L.E.D. in apertura é un rock grintoso dominato dalle chitarre e da una buona sezione ritmica. I am looking, scritta in collaborazione con i Red Channels, é un breve sussulto anarcoide. I want more é una canzone intensa (che sarebbe stata ottima con l'inserimento di un mellotron) dove spicca la bella voce di Piero, il cantante della band.

isola di niente - ISOLA DI NIENTE20'45" (Toast)

E' una proposta estremamente soft funky, tinta con qualche pennellata di jazz elettrico, quella degli Isola di Niente, gruppo di Vercelli. Musica resa elegante dai delicati arrangiamenti di tastiere, dalla limpidezza della voce, un commento sonoro dalla bellezza estetica ma un pochino senz'anima.
Vivere é tutta controtempi, virate acid-jazz e ampie orchestrazioni e melodia alla Dirotta su Cuba, e un bellissimo intermezzo di piano che emula il Chick Corea dei mai dimenticati Return To Forever. Gli altri brani del cd seguono più o meno la stessa formula. Un cd carino e poco di più.

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