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IL PERSONAGGIO DEL MESE: JACKIE LEVEN - Confessioni di uno scozzese comune...

Jackie Leven ha recentemente pubblicato uno splendido album per la Cooking Vinyl, intitolato Defending ancient springs, un titolo che scava a fondo nella memoria dell'artista, un disco paragonabile ad un album di fotografie virate color seppia, dove affiorano ricordi ormai sepolti e che sono la base della nostra vita, tanto che tutti torniamo alle nostre origini. Jackie mantiene il suo carattere di scozzese e nonostante abbia attraversato momenti difficili, é una splendida persona, disponibile e simpatica. Elemento predominante della raccolta E' ancora una volta la sua splendida voce che rimane una delle più belle nei nostri giorni. E ogni sillaba che pronuncia, ogni vocale pare che catturi' l'atmosfera tranquilla e profonda dello studio del Galles dove Ë stato registrato.
La carriera di Jackie ormai si snocciola attraverso 25 anni , ha iniziato con l'album Control ripubblicato recentemente dalla Cooking Vinyl, e a metà
degli anni '70, quando la new wave impazzava, Jackie decise di formare una band in sintonia con i tempi, tempi di ribellione per gli esplosivi Doll by Doll, che avevano un suono detonante caratterizzato dalla massiva performance di Jackie alla chitarra.
Ma dopo 4 albums i Doll by Doll si sciolsero nel 1983. Probabilmente come avvenne per un altra band con un nome simile, i New York Dolls, essi erano nati troppo presto, i testi erano pesanti e il materiale troppo diverso, troppo oscuro per varcare le porte di quel tempo.
Jackie deluso non registrò nessun album per quasi una decade e incominciò uno dei periodi più bui della sua vita, iniziando ad assumere eroina. La guarigione é stata difficile da raggiungere e in questo periodo Jackie ha continuato a collaborare con alcuni membri dei Doll by Doll e con Glen Matlock dei Sex Pistols. Inoltre ha fondato un'associazione per aiutare altre persone con il suo stesso problema, The Core Trust. Nel 1994 strinse amicizia con il poeta Robert Bly che ha anche collaborato per il suo album di ritorno sulle scene. Adesso la vena sembra inesauribile e dalla sua penna vengono concepiti splendidi albums come The Argylla Cycle dedicato ad una zona della Scozia ed in cui più marcatamente si evolvono melodie vicine alla tradizione celtica. In seguito, per l'etichetta Cooking Vinyl, ha pubblicato The mystery of love is greater than rhe mystery of death, Forbidden songs of the dyng west . E attraverso tutti questi album la caratteristica più evidente é la maturazione di Jackie come cantante: la sua voce é meravigliosa, profonda, ti spacca il cuore con i suoi toni cupi, calda e duttile come oro fuso. Una voce che ti entra subito dentro ma di cui puoi apprezzare le grandi qualità solo dopo ripetuti ascolti. Un altro grande capolavoro insieme a questo Defending Ancient Springs é stato Fairytales for hardmen , dove con una velata oscurità Jackie descrive pene , dolori, successi, vita erotica e caparbietà del suo popolo, gli scozzesi. E anche il paesaggio scozzese rivive in questo "Defending ancient springs", in brani come The keys to the forest , una delicata ballata acustica che rimanda ad ancestrali primavere medioevali. Una delle qualità riconosciute a Jackie é la capacità di visualizzare attraverso i suoni i desideri della gente comune, proprio perché se ne sente parte. Il nuovo album é stato registrato in una zona del Galles in assoluta quiete e questo ha giovato al clima dell'intero album, davvero ottimo: basterebbe ascoltare Paris blues, con la tromba lancinante del bravissimo Andy Diagram, per rendersene conto. C'é un'interessante cover dei Righteous Brothers, "You've lost that lovin feelin'", cantata in duetto con David Thomas dei Pere Ubu, che per l'uso delle voci e i suoni cupi dele tastiere lo fa sembrare un pezzo di David Bowie. Il lato più oscuro e tenebroso del folk appare così indulgente in questo ottimo lavoro, con degli arrangiamenti sontuosi mai mai kitsch. Jackie Leven fa parte di quegli oscuri cantautori che fondono diverse matrici dark, insieme a suoni blues e roots music senza disdegnare la sperimentazione. Su questa stessa trada troviamo altri artisti come John Trudell, Eric Wood, David Munyon e David Wrench, tutti consigliati.

LA RECENSIONE:
One Dimensional Man 1000 DOSES OF LOVE!
36'45" (Wide Records)

"Drink the poison"... cantano gli One Dimensional Man in questo loro secondo lavoro 1000 Doses of Love, e nei 36 minuti di questo disco la musica é davvero avvelenata. Canzoni non molto comunicative, ma abbastanza gioiose nella loro struttura anarcoide. Musicisti incuranti di tutto ciò che avviene nel mondo della musica. Un disco da apprezzare comunque, superiore all'esordio già notevole. Insolita la canzone America, che si dilata per oltre 11 minuti di corrosione e contrattempi quasi funk, con voci straziate e drammatiche, suoni tormentati . Gli One Dimensional Man sono ormai una realtà solida della nostra penisola e gli innumerevoli concerti hanno fatto sì che essi non siano più degli illustri sconosciuti. Il suono é nettamente americano, e a dispetto del titolo, non ci sono canzoni d'amore o mainstream. La title-track é un rock d'assalto egregiamente suonato da questo power-trio, i cui componenti sono Giulio Favero, Dario Perissutti e Pierpaolo Capovilla. Bellissima You and me, un pezzo che dalla rabbia interna cerca di far evadere l'ascoltatore e quindi la musica torrenziale e robusta serve come veicolo di fuga, qui la chitarra solista 0 lievemente psichedelica. Gli One Dimensional Man sono una band diretta, che non usa suoni raffinati, ma diversa da molte altre, vera, in cui la passione per la musica trasuda da ogni solco.

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