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IL RITORNO DI BLACK JACK di Paolo Ferrara

BLACK JACK vol. 1,
di Osamu Tezuka. Pagine 224, b/n; Formato: 13 x 18 cm; Finitura: brossura, rilegato a filo con sovracoperta; prezzo 9,81 euro; uscita: marzo 2002
Contiene gli episodi: Dov’è un medico?!, Gli sconosciuti del mare, Miyuki e Ben, Anafilassi, La donna uccello , Braccio da pirata, I due Shûji, Il figlio di Kishibojin
Il secondo volume sarà nelle librerie e fumetterie da maggio 2002. Conterrà gli episodi: Nadare, Il cistoma teratogeno, Pinoko ti ama, Non uccidere quel bambino!, Racconto di una notte nevosa, Dirty Jack, Di nuovo Pinoko, Ricordi bloccati, Il ragazzo che morì due volte.

Per la terza volta ecco tornare nel panorama italiano la figura di Black Jack, medico straordinario e clandestino creato dal grande mangaka Osamu Tezuka. La prima edizione fu per Dynamic Italia, una piccola antologia, di pregevole realizzazione, che voleva essere solo un assaggio, un volume unico che offriva un selezione di episodi. Un paio di anni dopo, Comic Art, nella spasmodica ricerca di poter raccogliere qualche fetta del successo dei manga in Italia, tentò il lancio di vari titoli di Tezuka. Astroboy, Kimba e, appunto, il nostro Black Jack. Le edizioni erano però piuttosto impietose e il momento quello sbagliato. Tutte le testate chiusero dopo appena due-tre numeri. Black Jack fu il più martoriato. Non solo un'edizione scadente e bruttina a vedersi, ma in più la beffa di ritrovarsi un edizione “cronologica”, dove però venivano saltati gli episodi già pubblicati nel volume Dynamic, andato esaurito. In questi ultimi anni il boom del fumetto di produzione giapponese è però continuato a crescere, così altre case editrici hanno raccolto alcune eredità. Hazard è quella che ha voluto a tutti i costi riprendere le file del genio giapponese, cominciando da uno dei suoi capolavori, La Storia dei Tre Adolf. A quello ha fatto seguito il poetico Buddha e il “favolistico” e romantico La principessa Zaffiro (in soli tre volumi) che è anche capostipite del genere shojo, il fumetto “rosa” giapponese che dopo Tezuka diventerà prerogativa femminile e che tanto impazza tra i nostri adolescenti in quest’ultimo periodo. Ed ecco che Hazard rilancia la pubblicazione del nostro medico suturato. L’edizione è splendida e promette integrale. Certo, è anche l’edizione più costosa di quelle viste finora: 22 volumi da 9 euro ciascuno non sono proprio una passeggiata. Ma una volta cominciato a leggere sarà difficile non affezionarsi alle avventure di questo contorto personaggio. Black Jack è una serie lunghissima costituita di episodi autoconclusi. Brevi racconti toccanti e poetici. Tazuka era laureato in medicina e metteva tutte le sue conoscenze in gioco sul tavolo da disegno di quest’opera incredibile. Certo, il fumetto è parecchio datato e ci sono alcuni elementi stranianti: per quanto spesso storie e situazioni dure il tratto di Tezuka è comico e si lascia andare a vezzi e giochi. Eppure è impossibile non lasciarsi catturare dall’umanità dei personaggi, per quanto a volte estremizzate. Nei racconti appiano malattie reali, anche se spesso rilette in un ottica deformante e amplificata, proprio come i suoi personaggi. È emozionante l’epopea di questo incredibile chirurgo dalle capacità quasi sovraumane e dal bizzarro aspetto composito. Malinconico e struggente ci dimostra ampiamente il peso di un grande artista quale il suo autore, ci lascia comprendere come possa essere considerato in patria un maestro, un esempio, il “dio del manga”.
Recentemente dal manga di Black Jack sono stati realizzati alcuni OAV (serie animate realizzate per il solo mercato dell’home video) e un film d’animazione cinematografico, pubblicati in Italia da Yamato Video. La realizzazione tecnica è strepitosa e il lavoro sul personaggio è incredibile: Black Jack in animazione tralascia molto dell’aspetto umoristico che ha sulle pagine da cui nasce, si è aggiornato e fatto più serio. Le storie sono nuove, inedite e per certi versi più fantasiose e fantastiche. Ma il personaggio non ne risulta snaturato, non perde un briciolo del suo incredibile carisma, regalandoci un percorso parallelo e affascinante.
C’è un solo modo per comprendere come mai un autore sia ancora tanto ammirato, ripreso e riletto (recentemente è stato prodotto un nuovo film d’animazione tratto da un suo vecchio fumetto - Metropolis - che sta furoreggiando in tutto il mondo), comprendere quanto il passaggio del tempo conti poco riguardo certe opere. Black Jack potrebbe essere un metodo di grandi soddisfazioni.

© 2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

Un misterioso chirurgo dal bisturi infallibile, capace di sfidare le leggi della natura con un’abilità strabiliante. Un chirurgo radiato dall’albo professionale. Un medico che si mostra cinico e bieco pur celando una personalissima etica con cui sposta continuamente il confine tra bene e male.
Sono queste le coordinate per uno dei personaggi più intriganti della sterminata galleria di Osamu Tezuka. Un personaggio darkeggiante con il viso solcato da una vistosa cicatrice. Sguardo penetrante, appena nascosto dalla sfacciata acconciatura, capace di una attrattiva magnetica.
Le avventure di questo Robin Hood della medicina, prendono il via, solitamente, con un incidente o con una situazione medica estrema che richiede un intervento straordinario, quasi miracolistico; intervento che Black Jack esegue. Eroe freddo che, lasciata la retorica della “missione medica” e ben consapevole dei limiti della scienza, dichiara di lavorare solo per denaro anche se spesso si muove per sottolineare un suo personale senso di giustizia. Le sue avventure si chiudono generalmente con una frase che tende ad infondere un senso quasi epico alle avventure: "Né il suo nome né la sua origine sono noti, a parte il fatto che è giapponese. Tuttavia la sua abilità nell'eseguire operazioni prodigiose è definita persino sovrumana. Anche oggi, da qualche parte, questo medico misterioso starà facendo miracoli con il suo bisturi".
Tezuka in Black Jack gioca mischiando essere ed apparire. Tende a contaminare il piano dell’etica, ridisegnando i confini del bene e del male. Operazione raffinata che, visto il target a cui è rivolto il lavoro, risulta depotenziata da qualche deriva didascalica. Operazione di grande pregio dove anche per Black Jack, come per tutti gli eroi di Tezuka, la cifra interpretativa del personaggio sta in una forte tendenza alla differenziazione, una sorta di elogio della diversità che è poi tratto distintivo della costruzione dei personaggi da parte di Tezuka.
Black Jack apparve su di una rivista per ragazzi nel 1973, conquistando progressivamente il favore dei lettori e il crescente impegno dell’autore, laureto in medicina e padre del fumetto giapponese moderno, che in questo lavoro mette in poesia il suo amore per la medicina e per il corpo umano.
L’Hazard Edizioni, che sta pubblicando il Budda di Tezuka e che, sempre di Tezuka, ha pubblicato La storia dei Tre Adolf e La principessa Zeffirro offre al lettore la versione integrale delle storie di Black Jack in una mastodontica collezione di venticinque volumi pubblicati secondo l’ordine cronologico, colmando così i vuoti delle precedenti (e indegne) edizioni della Dynamic Italia e della Comic Art che, in ogni modo, avevano permesso al pubblico italiano di gustare qualche storia della corposa serie.


© 2002 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore

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