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BLACK HAWK DOWN (id.), regia
di Ridley Scott, con Sam Shepard, Josh Hartett, Eric Bana,
Ewan Mc Gregor, Tom Sizemore; anno: 2001; produzione:
USA; distribuzione: Columbia Tri Star; commento: ***1/2
Proiettati
a folle velocità in un videogame impazzito dove ti sparano
da tutte le parti e il nemico è ovunque e in nessun luogo.
E limmagine pregnante di Black Hawk Down, che
ben simboleggia il grado di anarchia, follia, terrore e assurdità
che caratterizza la guerriglia urbana.
Ridley Scott (I duellanti, Blade Runner, Il Gladiatore),
regista visionario per eccellenza, è molto bravo nel rappresentare
il contesto dei combattimenti della moderna guerra, dove i campi
di battaglia sono gli agglomerati urbani e la maggior parte delle
vittime sono civili. Per questo gli perdoniamo alcuni luoghi comuni
filo-patriottici nel tratteggio di situazioni e personaggi: non
si può ad esempio non rilevare un certo manicheismo nella
rappresentazione dei soldati americani e dei ribelli somali.
Il contesto degli eventi è la cosiddetta battaglia
di Mogadiscio - episodio poco noto al grande pubblico ma importante
per la sua drammaticità che si svolse nellarco
di 24 ore nellottobre 1993 nella capitale somala durante loccupazione
del contingente di pace (?) avente il compito di rovesciare il generale-dittatore
Aidid e che costò la vita a 19 soldati americani (tra Delta
Force e Rangers) e a circa 1.000 somali.
Il comandante delle forze Usa (un ottimo Sam Shepard) decise
di compiere un blitz per catturare alcuni fedelissimi del dittatore
riunitisi in un palazzo nella zona del mercato, controllata dai
guerriglieri di Aidid.
I ribelli furono fatti prigionieri ma fu sottovalutata la reazione
delle popolazione fedele al dittatore: loperazione che avrebbe
dovuto essere di 30, durò 24 ore e furono abbattuti
due elicotteri da combattimento Black Hawk, da cui il titolo del
film "Black Hawk Down", comunicazione militare via radio
annunciante la caduta di un elicottero.
Nota: annotiamoci il nome di Eric Bana, lattore che
interpreta il sergente Hooten: è un vero animale cinematografico
e sentiremo ancora parlare di lui.
©
Marco Ferrari 2002 - per gentile concessione dell'autore

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