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BEIRUT- "Beirut"
(Psychotica Records, 2003)
Nonostante la scena indie rock italica sia sempre altamente snobbata
dalla maggior parte dei grandi media in realtà continua a mantenere
un discreto stato di salute grazie in particolar modo all'impegno ed alla
passione di una moltitudine di ragazzi che continuano a mantenere vivo
il proprio credo, pur all'interno di una realtà come la nostra
non particolarmente sensibile verso le forme musicali più vere
e realmente alternative; le nuove leve sono quindi sempre benvenute...
come i pugliesi Beirut, un trio basso-batteria-chitarra dall'età
media di diciannove anni ed un pò di idee chiare nella testa. Massimo
(batteria), Francesco (basso, voce) e Vincenzo (chitarra)
hanno mosso i primi passi nel mondo del rock attorno i primi mesi del
2001 ma, diversamente da molti altri gruppi alle prime armi presi dall'ansia
dell'esibizione live ad ogni costo, i Beirut hanno preferito spendere
il loro primo anno di vita concentrandosi sulla scrittura di quelli che
diventeranno i quattro brani presenti su questo mini cd d'esordio, pubblicato
e stampato in sole duecento copie dalla piccola Psychotica Records.
Brani come Cold, Pale Sun, Pleasure of Listen
e Too Late nell'arco di una ventina di minuti danno una discreta
impressione di intensità e dinamismo, aiutati sicuramente dalla
buona qualità d'incisione, anche se, visto il genere suonato e
certe flessioni hardcore, era lecito aspettarsi una dose maggiore
di cattiveria e d'aggressione sonora... per quanto un disco indie-noise
non debba per forza rappresentare una minaccia seria per la stabilità
dei nostri timpani! Al di là delle immancabili e comprensibili
imperfezioni (da rivedere, a mio avviso, il cantato di Francesco) ho l'impressione
che i Beirut possano affrontare con dignità la realizzazione
di un cd completo senza particolari sforzi e con un minimo di personalità
in più.
© 2003 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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