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WARREN
ELLIS E AUTHORITY, ovvero come trasformare una delle prime
serie Image/Wildstorm in una delle più belle serie
superoistiche degli ultimi anni
di Paolo Ferrara
Tutto cominciò nei primi anni di vita della Image
Comics. I fondatori delle casa editrice si crearono fin
da subito le loro personalissime sottoetichette, allinterno
delle quali lanciarono le proprie linee editoriali.
La
Wildstorm di Jim Lee, nel pantheon di serie,
miniserie e spinoff che si era messa a sfornare di buona lena,
produsse tra le altre una serie supereroistica che offriva
come spunto doriginalità un gruppo di super eroi
al soldo delle nazioni unite. Non originalità completa
ma nemmeno il riciclaggio totale a cui le prime serie Image
avevano abituato. Parecchi clichè restano ma il tentativo
di creare un universo dotato di una propria dignità
e di una propria coerenza alle spalle di tutte le serie Wildstorm,
e di cui Stormwatch diventa il cuore centrale, offre, nonostante
parecchie ingenuità, diversi spunti interessanti. Stormwatch
ricollega in sé svariati input diversi. La base del
gruppo è Skywatch, un avveniristico satellite
pullulante di personale e guidato dal Weatherman
Henry Bendix. Basta uno sguardo alle vignette che illustrano
la vita sulla nave, il ponte comandi, le uniformi del personale
e lo stesso calvo Bendix per accorgersi quanto Star Trek sia
stata fonte dispirazione. Molti dei personaggi, per
quanto caratterizzati piuttosto bene e con risvolti anche
interessanti non sono altre che le classiche variazioni sul
tema: cè quello che possiede raggi ottici di
cui però può governare la traiettoria, cè
il telepate, Battalion, comandante in capo, il colosso, quello
di puro plasma (che per quanto blu ricorda tanto il fuoco
)
e via così: come tutti gli altri supergruppi Image
anche questo si porta appresso il retaggio dei personaggi
su cui i loro autori si sono fatti ossa e successo in Marvel
e Dc Comics.
La prima gestione della serie è affidata da Jim Lee
allamico Brandon Choi per i testi, mentre si
avvicendano diversi disegnatori alle matite.
Figlia diretta degli anni '90 la serie si lascia subito coinvolgere
da temi dattualità come la guerra in Kuwait e
il conflitto bosniaco, ai quali ovviamente vengono affiancate
situazioni e paesi fittizi come lisola stato terrorista
di Gamorra.
La serie viaggia piuttosto bene, anche se resta decisamente
ancorata ad un certo stampo piuttosto classicista. Uno dei
suoi personaggi più interessanti, Backlash,
istruttore di reclute si allontana dalla serie dando vita
ad un serial in solitario.
Ovviamente i nostri affronteranno la loro discreta dose di
realtà parallele e viaggi nel tempo. Proprio in conseguenza
ad un viaggio nel tempo (in realtà parte di un idea
Wildstorm che portò improvvisamente per un mese tutte
le sue testate avanti di un anno. Idea effettivamente intrigante..)
le carte in tavola cominceranno a cambiare. Henry Bendix viene
destituito ed al suo posto sale Sinergy, ex di Battalion.
La serie verrà aggredita dai due crossover Wildstorm
(al solito, sulla falsa riga di Marvel e DC i vertici Wildstorm
si sentivano in dovere ogni estate di coinvolgere tutte le
proprie testate in un'unica, più ampia
trama), che, nonostante coinvolgano nelle loro fila grossi
nomi del fumetto (come Barry Windsor Smith o Alan
Moore), non riescono ad essere ben calibrati ed equilibrati
(ogni autore gestisce le proprie testate, con un evidente
labile presa in considerazione del lavoro altrui), penalizzano
per qualche mese quasi tutte le serie che rimangono in stand
bye rispetto ai loro archi narrativi per tutta lestate,
tutte tranne Stormwatch, che soplitamente è il serial
che ne rimane più scosso.
Il
risultato qualitativo finale dei due crossover Wildstorm risulta
piuttosto basso. Nel mezzo dei due crossover la serie si prepara
ad un ulteriore cambiamento radicale. Bendix torna al comando
e vengono introdotti due nuovi personaggi, Swift e Flint (forse
uno dei più ridicoli apparsi finora). La serie comincia
a dare evidenti segni di zoppicamento, e a questo punto, finito
lultimo cataclisma ecco il cambiamento definitivo: sulla
serie, al 37° episodio, arriva lo scrittore Warren
Ellis. Appena arrivato Ellis si da subito da fare:
ristruttura pesantemente, attraverso la figura di Bendix,
tutto il gruppo, congeda tutti i personaggi che ritiene meno
utili (come ad esempio il chic Flint), passa Battalion da
comandante in capo ad istruttore e struttura tre squadre,
Stormwatch Primo, Stormwatch Rosso e Stormwatch Nero. Questultima
divisione è assolutamente non ufficiale ed è
formata da membri completamente nuovi: la sopracitata Swift,
donna uccello, Jenny Sparks, lo spirito del XX secolo formata
di energia elettrica e Hawksmoore, rapito in giovane età
da alieni che lo hanno reso un simbionte con le metropoli.
Fin da subito risulta chiara limportanza di questa personalissima
squadra nella visione del nuovo scrittore.
Tutto il nuovo orientamento della serie ha un sapore fresco
ed entusiasmante. Le storie si fanno allo stesso tempo più
dure e più ironiche. Warren Ellis entusiasma come non
mai con una verve incredibile e alzando di parecchie spanne
la qualità del serial, portandolo verso lidi a cui
la Wildstorm non era (finora almeno) particolarmente abituata:
loriginalità.
I personaggi introdotti da Ellis, il 90% di Stormwatch Nero
più quelli che arriveranno nel corso della sua gestione,
possiedono una potenza, un impatto e un umanità che
non può che strabiliare e affascinare il lettore. I
vecchi personaggi su cui lo scrittore inglese mette mani si
rinnovano, rinascono, perdendo lentamente di dosso tutti i
rimasugli da stereotipi.
Tutte quello che ancora viene pescato dal resto del mondo
del fumetto da questo punto in avanti diventa un omaggio,
un gioco appassionante su lavorano mani abilissime, senza
mai andare oltre questo labile limite.
E la corsa fino al 50° numero di Stormwatch è di
quelle che non si scordano facilmente.
I ruoli e le condizioni cambiano e alcune personalità
viaggiano verso lestremo.
Dopo il numero 50 Stormwatch riparte con una nuova serie e
Warren Ellis sente che ormai Stormwatch non avrà ancora
a lungo da raccontare. Ma a quel punto la scuderia Wildstorm
gli infila il nuovo disegnatore Brian Hitch, dallo stile plastico
e affascinante di derivazione e orientamento alla Alan Davis.
A questo punto vengono realizzati due archi narrativi, Un
mondo migliore e Bleed, dove Jackson King, alias
Battalion, diventa il nuovo Weaterman e i gruppi operativi
ridotti a Stormwatch Primo e Stormwatch Nero. I due archi
narrativi sono splendidi ed introducono i personaggi di Apollo
e Midnighter, evidenti rivisitazioni dei miti di Superman
e Batman nella distorcente ottica ellisiana (che tra laltro
appaiono come membri di un gruppo che altro non è che
una distorsione della Justice League della DC Comics) mentre
Stormwatch viene portata accompagnata verso la fine.
Sì, perché lincontro tra Ellis e Hitch
fu assolutamente esplosivo: Ellis si ritrovò pieno
di stimoli che rendevano Stormwatch nuovamente interessante,
ma anche condizione limitante.
Ed ecco che il buon Warren sfrutta loccasione di poter
utilizzare gli Aliens (sì, proprio gli Aliens degli
omonimi quattro film, che vantano una vasta ed interessantissima,
tanto quanto cinematograficamente autonoma, produzione fumettistica
ad opera della Dark Horse Comics) con il crossover WildCats/Aliens
per fare tabula rasa. Stormwatch a questo punto è finito,
sotto molti punti di vista.
Dalle sue ceneri, Stormwatch Nero, che nel frattempo grazie
a Jenny Sparks ha fatto nuovi accoliti, è pronto a
dare vita a The Authorithy.
Se la gestione Stormwatch di Warren Ellis è stata estrema
ed innovativa, con The Authorithy preparatevi al peggio. Scrittore
e disegnatore si prendono piena libertà, regalandoci
una serie di avventure assolutamente eccezionali, epiche,
in quella che a tutti gli effetti risulta essere la serie
supereroistica più interessante del nuovo millennio.
Avvincente, intelligente, originale. Il fascino e lattrattività
dei personaggi che compongono il gruppo è a limiti
estremi, la prevedibilità quasi nulla. Non è
possibile dare nulla per scontato mentre si legge The Authorithy.
I personaggi sono geniali, a partire dai poteri e dal loro
modo di utilizzarli ad arrivare alle personalità, e
soprattutto, risultano sempre assolutamente umani e credibili
allinverosimile, senza sfociare mai nelliconografico.
I personaggi sono esseri umani con super poteri in situazioni
enormi, a volte troppo, ma sempre umani.
Facile immaginare quanto il terrore abbia assalito i fan quando
è stato reso noto che Warren Ellis e Brian Hitch
avrebbero abbandonato The Authorithy. Mark Millar (ai
testi) e Frank Quitely (al tavolo da disegno) si sono
ritrovati sulle loro spalle un eredità assolutamente
onerosa. Senza farsi spaventare i due si sono rimboccati le
maniche. La coppia Millar/Quitely non solo è riuscita
a non far rimpiangere i loro predecessori, ma sono riusciti
addirittura a dare ancora un ulteriore accelerata alla serie
e a conquistarsi un posto donore nel cuore degli appassionati.
Si sono divertiti anche loro a giocare con versioni distorte
di super eroi famosi, regalando fin da subito al nostro gruppo
uno scontro con dei cattivi ritagliati sullimmagine
dei Vendicatori Marvel e hanno portato Haksmore e lungo un
percorso che promette un futuro ancora lungo, luminoso e dissacrante.
Prima di concludere e lasciarvi andare alla ricerca disperata
di queste splendide serie, un piccolo riassunto della storia
di Stormwatch e di The Authoritithy nelle pubblicazioni italiane.
Stormwatch appare inizialmente sulla testata Image
della Star comics, dove prosegue salutariamente per alcuni
episodi, sfocia su qualche Star Oro e poi passa
in pianta stabile sulla testata Wild.c.a.t.s dove
viaggia tranquilla fino ai primi strabilianti cicli narrativi
di Warren Ellis.
A questo punto Star Comics cessò la produzione di materiale
americano e poco dopo la Wildstorm fu acquisita in America
dalla DC Comics.
In Italia questa acquisizione ha permesso alla casa di Jim
Lee di tornare grazie alle ottime mani di Magic Press. Stormwatch
viene pubblicato e concluso in due agili volumi. Il primo,
Un Mondo Migliore, comprendente appunto il ciclo Un
mondo migliore e The Bleed; il secondo,
Crisi, contiene lo scontro con gli Aliens e lepilogo
della serie.
Un ottimo punto di partenza per chi volesse buttarsi a capofitto
nella produzione Ellisiana.
The Authority invece si parcheggia sul mensile Wildstorm,
dove divide le pagine con i terribili adolescenti di Gen 13
(che dopo qualche mese hanno abbandonato questo mensile per
cercare altre strade in forma di volume), al nuovo ed interessante
ciclo dei Wildcats e al bellissimo Planetary (sempre
di Warren Ellis e che tra l'atro con Authorithy avrà
un incontro..).
A questo punto non vi resta che lasciarvi andare alla curiosità
e provare qualcosa che potrebbe lasciarvi rimanerne (positivamente)
sconvolti: dopo Authority nessun fumetto supereroistico sarà
più lo stesso per voi. Qualcuno ha ancora intenzione
di dimostrarci che i supereroi sono solo un genere, quindi,
finchè esisteranno grandi scrittori che se ne interesseranno
un genere non smetterà mai di avere qualcosa da dire.
©
2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
The Authority, Stormwatch, e tutti i personaggi collegati
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© Copyright 1999-2004 Stefano Marzorati | a True Romance Production
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