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L'ASSASSINO E' IL CHITARRISTA: UN MUSICAL THRILLER COCKTAIL/2

Il seguente brano appare come introduzione al volume L’assassino è il chitarrista. Ringraziamo l'autore, Luca Crovi, e la casa editrice Punto Zero per averne permesso la pubblicazione sulle pagine di drive magazine.

"Signore è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista. Così cantava qualche tempo fa sulle note di una chitarra elettrica arrabbiata un rocker genuino come Ivan Graziani. E un occhio di riguardo speciale per un altro chitarrista doc lo hanno avuto otto Maestri del Giallo. Otto Maestri che alla "svista" di Franz Campi (una sorta di superocchio capace di sintonizzarsi a tutto raggio sulla musica e il teatro) hanno aggiunto le loro personalissime "sviste letterarie" contribuendo al risultato speciale di L'assassino è il chitarrista.

C’è infatti un filo rosso sangue che collega fra loro tutte le storie che compongono questo volume.

Il progetto di Campi è così divenuto contemporaneamente uno spettacolo teatrale, una raccolta di canzoni, una selezione di interpretazioni grafiche realizzate da giovani artisti bolognesi (vincitori del premio Iceberg), ma anche una vera e propria antologia gialla. C’è infatti un filo rosso sangue che collega fra loro tutte le storie che compongono questo volume e che, di volta in volta, hanno costituito il nucleo centrale delle performances di Franz Campi e dei Baldazar Acoustic Lemonade, dei Combo Farango, del Complesso Residenziale, gli Amarcord, delle Siluet, dei Cavedani, dei Mariposa e di un raffinato poeta in musica come Luigi Cilumbriello.. Un filo rosso che raccorda fra loro le otto storie proposte per l’occasione da Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Giampiero Rigosi, Sandro Toni, Danila Comastri Montanari, Marcello Fois, Eraldo Baldini e Danilo Arona. Storie che ci fanno conoscere i tic, le passioni, i vizi, le fortune e le sfortune di band scalcinate e che se non fosse reali parrebbero inventate. Musicisti che cercano di sbarcare alla meglio il lunario e che condividono tutti insieme il miraggio del successo ma che, soprattutto, sono alle prese con avvenimenti inconsueti che ne terremotano l'esistenza.
Danila Comastri Montanari
ci mostra quanto propizia per le classifiche e le tournée di un gruppo emergente possa essere la morte del loro chitarrista (nel caso in questione il povero Bernardo…); Giampiero Rigosi illustra uno strano furto di ricordi (e senza ricordi le canzoni non potrebbero mai nascere!) sul quale indagano uno strampalato investigatore che beve solo mojito e un cartomante di nome Gobbo (che si troveranno a interrogare e far confessare nientemeno che un gruppo di fate).
Carlo Lucarelli
che, per chi non lo sapesse da anni milita anche come cantante in una “scassatissima” band di post-punk demenziale registrata all'anagrafe come Progetto K., ci propone, invece, un'avventura inedita dell’ispettore Grazia Negro (che abbiamo imparato a conoscere in thriller metropolitani come "Lupo Mannaro", "Almost Blue" e "Un giorno dopo l'altro") alle prese con la Yakuza, i Mossad, i Cubani, e l'enigmatico Ematocrito Rubens in un caso sconclusionato che ha il ritmo del videoclip e il linguaggio dei fumetti, una "dannata serie di casualità" in cui si trovano malgrado loro coinvolti i Combo Farango (sfigati autori di canzoni meticcie a cavallo fra il mambo, il funky, il reggae e il jazz). Ciliegina sulla torta il fatto che assistiamo all'incontro fra la Grazia Negro della realtà, suonatrice di tromba e l'eroina immaginaria ideata dallo scrittore emiliano.
E proseguiamo lungo la nostra "lista gialla" con Eraldo Baldini, che dal canto suo, ci ricorda quanto può essere triste e allo stesso tempo pericoloso suonare in provincia per una band di rock emiliana che porta un nome improbabile come Complesso Residenziale e che è capitanata da un leader malinconico come Delvis: accettare di partecipare come ospiti alla “Sagra del formaggio squacquerone” di un paesino quasi fantasma della bassa romagnola non può che essere una sfida mortale se decidete di dare retta alle sconosciute e credete ancora nella possibilità di uno "stupido amor".
Ma, forse, il peggiore degli incontri è quello che tocca ai Mariposa che, durante un tour in Spagna (programmato da un manager da quattro soldi come Plazzone), rischiano di finire nella collezione privata di un gruppo di fanatici assassini appassionati di lepidotteri a Betancuria come ci racconta in una storia nerissima e terrificante il buon Danilo Arona.
Loriano Macchiavelli, Marcello Fois e Sandro Toni ci dimostrano infine come si possano imbastire misteri anche in chiave teatrale, mentre fra un atto e l’altro suonano le canzoni di Luigi Cilumbriello (da "Mondi lontani" a "Ti voglio bene", da "Il sognatore" a "La storia") e quelle dell’inossidabile Franz Campi (dalla scanzonata "Banana e lampone" che tutti ricorderanno nella versione di Gianni Morandi a "Lo senti il vento", da "Rose rose" a "L’amore e una traccia", passando per irriverenti ritratti di donne come "Lea" e "Rita"). Assoldare un killer, ci ricorda Fois, può essere costoso quanto letale, sopprattutto quando il killer deve sistemare venefiche questioni sentimentali familiari; Toni sottolinea, invece, come la passione per la musica possa diventare un’ossessione pericolosa e come non sempre l’assassino e il poliziotto si trovino a fronteggiarsi da lati opposti (se le catalizzatrici del crimine sono le raffinate Siluet e, guarda caso, il poliziotto non è poi così onesto come vorrebbe farci credere!). E qual è, infine. il "segreto di Tilse" che poco alla volta con toni lirici ci viene svelato da Macchiavelli attraverso gli immaginari del vento, del mare, del fiume, degli uomini narrati dal suo Sognatore? E' il segreto della musica, della poesia, quello della vita?
Ma dalla regia ci dicono di tagliare: si è acceso il semaforo giallo, Franz Campi e i Baldazar Acoustic Lemonade hanno finito di accordare gli strumenti. E' già salito sul palco l’omino degli asciugamani e delle bottiglie d’acqua, il tecnico del suono ha finito di smanettare con il mixer (non ha bisogno di cuffie, conosce alla perfezione l’impianto, potrebbe anche mettersi a leggere un fumetto per il resto della serata se non sapesse che ogni volta lo spettacolo è diverso e ogni volta c'è di che divertirsi). Si alza il sipario, il pubblico rumoreggia… Campi guarda di sottecchi una signora che vistosamente continua a ciacolare con la sua vicina di poltrona. Gli occhi di Franz dardeggiano, in maniera nervosa tiene il plettro fra i denti e non ha ancora iniziato a suonare. La signora continua a chiacchierare ad alta voce… Il presentatore annuncia "Signore e signori, 'L’assassino è il chitarrista'". Franz è sceso dal palco, la signora ha smesso di chiacchierare, è divenuta cianotica. Le mani di Franz stanno improvvisando sul collo. Il pubblico applaude. Franz ringrazia e finisce l’assolo…

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