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IL VIAGGIO DI FELICIA (Felicia's Journey), regia di Atom Egoyan, con Bob Hoskins, Elaine Cassidy, Peter MacDonald, Claire Benedict, Brid Brennan; durata: 125'; uscita: 2 ottobre 1999; commento: ****

L'ignara convivenza con l'assassino. In questa situazione si trova Felicia (Elaine Cassidy) una sprovveduta ragazza di provincia che, venuta dall'Irlanda alla ricerca del ragazzo che l'ha messa incinta, finisce ospite nella casa di un serial killer. Mr. Hilditch (Bob Hoskins) questo è il suo nome, è un solitario uomo di mezza età, responsabile di una ditta di ristorazione, che, chiuso in se stesso, passa il proprio tempo libero a rivedere e studiare le videocassette di lezioni di cucina della sua adorata moglie scomparsa.
La genialità di Egoyan (Exotica, Il dolce domani e Black Comedy), qui probabilmente alla sua opera migliore, sta nel trascurare volutamente i cliché del thriller o del giallo classico, per concentrarsi sull'interazione tra due caratteri, molto diversi tra loro, la cui convivenza è basata su un equivoco: l'inconsapevolezza del pericolo.
In un'atmosfera quasi surreale della provincia industriale inglese - magistrali le riprese in campo lungo dei passaggi in auto davanti alle enormi ciminiere - si consuma il dramma di questo anomalo rapporto uomo-donna, più importante per Egoyan del potenziale orrore per la situazione creatasi. Il regista si concentra sapientemente sulla progressiva presa di coscienza del pericolo, il trovarsi in presenza di un assassino, da parte di Elaine, alla quale man mano viene meno il coraggio dell'incoscienza. Lentamente, attraverso una serie di flashback, si scopre come i due personaggi siano arrivati all'attuale situazione e come Mr. Hilditch, all'apparenza innocuo, abbia in realtà abusato e ucciso più di una dozzina di ragazzine sbandate, da lui adescate per strada. Bravissimo Bob Hoskins nella parte di questo uomo solitario, chiuso in se stesso, il cui carattere, inizialmente minimalista, cresce col progredire del film, fino ad assumere una dimensione minacciosa.

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE (A Midsummer Night Dream), regia di Michael Hoffman, con Rupert Everett, Michelle Pfeiffer, Stanley Tucci, David Strathairn, Sophie Marceau, Kevin Kline, Calista Flockhart, Anna Friel, Christian Bale, Bernhard Hilltratta; sceneggiatura: dall'omonima commedia di William Shakespeare; distribuzione: Medusa; durata: 125 '; uscita: 10 ottobre 1999; commento: ***

Lo sceneggiatore/regista Michael Hoffman (Un giorno per caso, Restoration) ha ambientato questa commedia shakesperiana senza tempo né luogo nella Toscana della fine del XIX secolo. La storia in breve: Erminia (Anna Friel) e Lisandro (Dominic West) si nascondono nella foresta inseguiti da Demetrio (Christian Baleil), al quale il padre di lei l'ha promessa in sposa, a sua volta inseguito da Elena che adora Demetrio, non corrisposta. Nella foresta delle fate il folletto malizioso Puck (Stanley Tucci) somministra una pozione d'amore che causerà una grande confusione tra gli innamorati, come anche tra una troupe di attori, ivi radunatasi per provare uno spettacolo, il cui protagonista Bottom (Kevin Kline) si trasforma nell'oggetto del contendere nel duello amoroso tra Oberon (Rupert Everett), Re delle Fate, e Titania (Michelle Pfeiffer), la sua regina. Il caos regna sovrano ma il finale sarà lieto.
Rupert Everett e Kevin Kline, bravi e simpatici, valgono da soli il film; l'ambientazione nelle campagne toscana e viterbese è sempre suggestiva e un adattamento da Shakespeare lo si vede sempre con piacere.
Tuttavia, nel suo complesso, il film, pur accompagnando piacevolmente lo spettatore lungo tutto il suo svolgimento, non riesce mai a decollare: di Michael Hoffman potremmo dire che si applica bene, ha una buona tecnica ma manca di interpretazione: il taglio narrativo è un pò troppo scolastico e non riesce mai ad emozionare.
Tra le più interessanti trasposizioni degli ultimi anni di Sogno di una notte di mezza estate preferiamo ricordare quella di Gabriele Salvatores con la compagnia del Teatro dell'Elfo (1983) e quella di Woody Allen (1982).

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