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RICOMINCIA DA OGGI (Ca Commence aujourd'hui),
regia di Bertrand Tavernier, con Philippe Torreton, Maria Pitarresi,
Nadia Kaci, Francoise Betto; distribuzione: BIM; uscita:
novembre 1999; commento: ***1/2
La vita quotidiana
di Daniel, un direttore di scuola materna nel Nord Cat francese ( nei
pressi di Lille) in continua lotta con poverta' e ignoranza. Un moderno
Don Chisciotte forse ancora piu' coraggioso, ma senz'altro piu' consapevole
dei limiti del proprio idealismo. Daniel affronta drammi umani agghiaccianti,
che annichiliscono e travolgono chiunque si confronti con loro e che vanno
al di là della capacità del singolo di intervenire sul corso degli eventi.
Un duro film denuncia sul degrado urbano, sociale e morale delle aree
industriali depresse dell'Europa occidentale, dove si cela una realtà
indegna di qualsiasi paese civile. Tavernier riesce a maneggiare un tema
delicato e già trattato da altri in maniera asciutta, senza cadere nei
luoghi comuni o nel sentimentalismo. Molto bravo Philippe Torreton,
attore di teatro classico e interprete del capitano Conan nell'omonimo
film di Tavernier, qui nel ruolo di Daniel. Sulla sua spumeggiante interpretazione
si regge tutta la struttura del film.
CIELO D'OTTOBRE, regia
di Joe Johnston, con Jake Gyllenhall, Chris Cooper, Laura Dern,
Chris Owen; distribuzione: UIP; uscita: novembre 1999; commento:
***1/2
Siamo a Coalwood, cittadina
mineraria della Virginia, dove la vita della piccola comunità ruota
intorno alla locale miniera di carbone. E' l'anno 1957, nel cielo d'ottobre
si vede passare il satellite sovietico Sputnik e la conquista dello
spazio é vista come successo militare in un'ottica di guerra fredda.
Un gruppo di brillanti studenti, si cimenta nella costruzione di razzi
per emulare le gesta del loro idolo, Werner Von Braun. Uno di loro,
vincendo le rsistenze di papà che per lui voleva un futuro in miniera,
e lo scetticismo della comunità che credeva solo negli idoli del football
americano, riuscirà a vincere una borsa di studio e a diventare tecnico
spaziale. Classico film biografico stile anni Cinquanta, Cielo d'Ottobre
racconta la storia vera di Homer Hickman, oggi ingegnere della
NASA. Si vive il dramma della working class, della lotta per fuggire
da una squallida realtà quotidiana e da una vita senza possibilità di
scelta, il sogno americano, alcuni luoghi comuni e un lieto fine. Per
amanti dei buoni sentimenti.
LA FIGLIA DEL GENERALE (THE GENERAL'S DAUGHTER),
regia
di Simon West, con
John Travolta, Madeleine Stowe, James Woods, James Cromwell; distribuzione:
UIP; uscita: novembre 1999***
Il dramma del rapporto
d'amore-odio tra padre e figlia, quando entrambi hanno le stellette.
Il sergente John Travolta, della sezione investigativa militare,
deve indagare sul cruento e rituale omicidio di un capitano, nonché
figlia di un generale capo di una base militare. Con l'aiuto di Madeleine
Stowe scaverà nei rapporti tra le gerarchie militari, trovando traumi,
amori, perversioni e intrighi. Un buon thriller cupo e notturno, tutto
giocato all'interno del perimetro della caserma. Bisogna riconoscere
al cinema made in Usa la capacità di mettere a nudo il marcio presente
nella società, qualità che manca spesso alla maggior parte delle altre
cinematografie. Nel cast da ricordare James Woods, nel ruolo
di un ambiguo colonnello psichiatra.
LA
RAGAZZA SUL PONTE (La jeune fille sur le pont), regia di Patrice
Leconte, con Daniel Auteuil, Vanessa Paradis; distribuzione:
Key Films; uscita: novembre 1999; commento: ***1/2
Il lancio di coltelli come
forma di rapporto amoroso. La lama che trapassa i veli e si impianta nella
parete, sempre piu' vicina al corpo della ragazza: una penetrazione sublimata
sempre piu' violenta, un amplesso sempre desiderato e mai consumato che
sottosta al rapporto tra il lnaciatore di coltelli (Daniel Auteuil)
e la sua valletta (Vanessa Paradis). La passione inespressa e repressa
spinge i due a vivere la vita sempre piu' come scommessa. La donna si sfoga
in brevi incontri occasionali alla ricerca dell'uomo ideale o dell'alter
ego del suo compagno/padrone; l'uomo, dal canto suo, si dedica a una ricerca
sempre piu' spasmodica dell'azzardo. Gli eventi precipiteranno ma, alla
fine, l'amore trionfera'. Bravissimi Auteuil e la Paradis; l'ex modella
si dimostra padrona di se' anche davanti alla macchina da presa: i cinque
minuti d'apertura del film con la sua confessione in seduta psicoterapica
sono memorabili. Patrice Leconte (Il marito della parrucchiera),
in uno splendido bianco e nero, ha realizzato un intelligente e inusuale
vaudeville, un'eccellente eccezione in un cinema francese sempre
piu' incentrato su se stesso e autocompiacente. Molto bella anche la colonna
sonora.
JUHA (JUHA) ,
regia di Aki
Kaurismaki, con Sakari Kuosmanen, Kati Outinen, André Wilms; sceneggiatura: Aki
Kaurismaki, dal romanzo di Juhani Aho; distribuzione: Key Films;
durata: 78 '; uscita: ottobre 1999; commento: ***
Ricco di citazioni
e di riferimenti cinematografici - da Fuller a Hitchcock - il quindicesimo
lungometraggio di Kaurismaki verra' ricordato come l'ultimo film muto del
millennio. Juha racconta la tragica separazione di una coppia di contadini
delle campagne finlandesi: dopo l'incontro tra la moglie e un ricco uomo
d'affari di citta', la donna si lascia sedurre da costui e accetta di fuggire
con lui verso la tentacolare metropoli. Qui l'uomo si rivelera' essere uno
squallido sfruttatore e la avviera' alla prostituzione. Ma il giorno della
vendetta si avvicina...Il film avrebbe potuto limitarsi a essere un inutile
esercizio di stile e invece il regista di Ho affittato un killer e Nuvole
in viaggio compie un gesto di ritorno alle origini che riporta allo spettatore
il sapore dei grandi drammi. Decisamente, i grandi dolori sono sordi, i
grandi melodrammi sono muti. Kaurismaki si conferma essere un cineasta dell'amputazione,
capace di massimizzare l'emozione attraverso la sottrazione, al punto che
la mancanza di dialoghi passa in secondo piano. Dispiace solo che l'accompagnamento
musicale di Anssi Tikanmaki sia a tratti sopra le righe e finisca
per disturbare l'atmosfera del film. Tra gli attori, segnaliamo il bravissimo
Andre' Wilms, caratterista molto attivo in Francia e Finlandia (tra
i suoi film segnaliamo Vita da boheme, Zia Angelina, La vita e' un lungo
fiume tranquillo, La lettrice, Monsieur Hire): nel ruolo di Shemeikka,
il perfido uomo d'affari Wilms ricorda il migliore Dennis Hopper e ci regala
un ritratto di cattivo tra i piu' interessanti degli ultimi tempi. Bravi
anche Sakari Kuosmanen (Igor in Rocky VI) nella parte di Juha e Kati
Outinen (Nuvole in viaggio) in quella di Marja.
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