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STAR WARS: EPISODE III – REVENGE OF THE SITH
Regia: George Lucas; Cast: Hayden Christensen, Ewan McGregor, Natalie Portman, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Jimmy Smits; Durata: 140’

“Guerra!” é la prima parola che appare nel caratteristico testo giallo scorrevole che introduce l’ultimo capitolo (in ordine di uscita) della Saga di Guerre Stellari.
Ed é subito chiaro che quello che lo spettatore si appresta a vedere é un film molto piú dark dei precedenti Episodio I e Episodio II.
Un film ricco d’azione e di scontri spettacolari e privo di certi lunghi discorsi (si ricordano le sedute del senato) che avevano caratterizzato il deludente Episodio I.
Questa volta l’obiettivo é dare risposta a tutte le domande che i fan si sono fatti per quasi trent’anni dall’uscita dell’Episodio IV nel 1977. E bisogna ammetterlo, George Lucas é riuscito a dare corpo all’immaginazione degli spettatori di tutto il mondo in modo unico e incredibile. Non solo con effetti speciali strabilianti, ma anche con un solido sottotesto psicologico che rafforza la trama.
Cosa ha portato Anakin Skywalker a lasciarsi sedurre dal fascino del lato oscuro della Forza? Quali ragioni, quali eventi lo hanno portato ad assumere le fattezze di Darth Vader imprigionato nell’iconica armatura nera? Cosa ha tramato Palpatine per diventare il leader dittatoriale dell’Impero? E ancora la nascita di Luke e Leia, la separazione dei due infanti, la fuga di Yoda e Obi-Wan Kenobi verso pianeti inospitali alla ricerca di un rifugio dopo il massacro dell’Ordine Jedi; tutti quesiti che trovano ora risposta.

Il film si apre sulle battaglie ancora in corso della Guerra dei Cloni.
didascaliaUno spettacolare duello con le spade laser vede Anakin e Obi-Wan in missione per liberare il Cancelliere Supremo Palpatine tenuto in ostaggio dal terrificante Generale Grievous. Un nuovo cattivo metá droide, metá alieno che usa spade laser multiple e si presenta come leader dell’armata dei droidi.
L’apertura é straordinaria, ma scivola in una prima parte del film lenta e introspettiva che spegne in parte l’entusiasmo.
Anakin si ricongiunge dopo mesi con Padmé Amidala, consorte segreta che rivela essere incinta. La lentezza di questa prima parte é metafora del lento cammino che avvicina Anakin al lato oscuro della Forza.
“La paura della perdita di una persona cara é il cammino verso il lato oscuro.”
Quando vengono pronunciate queste parole appare evidente il significato del terzo episodio di Guerre Stellari.
La mente di Anakin é confusa, offuscata dall’amore, tormentata dai sogni premonitori che preannunciano la morte di Padmé.
Anakin é mosso da buoni propositi, crede ancora nell’amicizia fraterna di Obi-Wan, ma non puó resistere al desiderio di imparare un potere che un maestro Jedi non puó insegnargli. Soprattutto quando questo potere rappresenta la chiave per salvare Padmé dal suo destino.
In questo scenario i Cavalieri Jedi non sono d’aiuto: lo ammettono nel Consiglio ma gli negano il rango di Master Jedi. Obi-Wan lo rassicura, ma non gli dá motivo di credere che l’esito dei suoi sogni possa essere cambiato. E come potrebbe? I cavalieri Jedi sono presi dal difendere la Repubblica e non si accorgono dei sentimenti, dei dubbi che animano il giovane Anakin. Palpatine invece tesse la sua tela con abile maestria. Diventa una figura paterna nei confronti di Anakin. Lo tratta come pari, lo fa sentire importante e allo stesso tempo lo seduce con il lato oscuro della Forza.
Anakin vuole seguire principi giusti, ma é portato inevitabilmente a fare scelte sbagliate, come quando si trova a decidere se stare dalla parte dello Jedi Mace Windu o da quella di Palpatine.
Il percorso verso il lato oscuro raggiunge il suo climax sul pianeta di lava Mustafar, teatro del tanto atteso scontro tra Anakin e Obi-Wan. Le fiamme fanno parte di una vera eruzione del vulcano Etna in Sicilia filmata per l’occasione.
É straziante vedere Anakin, che doveva essere l’eletto, l’individuo che avrebbe dovuto portare l’equilibrio nella Forza e assicurare la pace nella Galassia, combattere contro il suo mentore. E infine verderlo entrare nell’armatura metallica di Darth Vader. Quasi si desidera che l’esito della storia sia diverso.

Hayden Christensen regala la sua migliore interpretazione ad oggi. Sul suo volto, nei suoi occhi c’é tutto il tormento per le scelte che il suo personaggio é chiamato a fare e dal suo sguardo traspare il sopravvento del lato oscuro.
Al solito il personaggio di Yoda é un concentrato di carisma, soprattutto quando giunge il momento di combattere e affrontare faccia a faccia Palpatine. Il tanto bistrattato Jar Jar Bings, fa la sua fugace apparizione anche questa volta, precisamente all’inizio e alla fine della pellicola, ma fortunatamente non pronuncia alcuna battuta.
George Lucas ha portato a termine un ottimo lavoro, ricongiungendosi con magistrale simmetria agli eventi narrati in Episodio IV. Lucas stesso ha affermato che gli eventi narrati in Episodio III cambieranno la prospettiva degli spettatori verso la prima Trilogia.
“Guardare i film partendo da Episodio I e finendo con Episodio VI sará una esperienza completamente nuova e diversa. Ció che mi ha spinto a dirigere Episodio I, II e III é stata l’affascinante e complessa storia di Anakin che inizia il suo cammino dalla parte dei buoni e diventa cattivo. E alla fine viene redento dai propri figli.”

© Michael Travers 2005 - per gentile concessione dell'autore

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