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ANNO DRACULA, di
Kim Newman Fanucci Editore. 432 pagine Anno: 2003.
Prezzo: 8 €
VLAD TEPES CONTRO JACK LO
SQUARTATORE... di Paolo Ferrara
Il vampiro è forse la figura più narrativamente
indagata della storia moderna, e forse anche della storia
in generale.
Leggende in tutte le culture, racconti e romanzi in tutte
le salse, film in tutte le sale. E di certo non mancano i
fumetti, i cartoni animati e. perché no. la musica
(posso citarvi. ad esempio. Soul Dracula e litalianissimo
Dracula-chachacha ad esempio
). Ogni anno la mole
di prodotti incentrati sulla figura del vampiro continuano
a crescere, e tra questi numerosi sono quelli che si concentrano
o rileggono la figura del vampiro letterario/cinematografico
per eccellenza, quel personaggio che se Bram Stoker avesse
inventato ora, gli avrebbe garantito tante di quelle royalties
da far vivere di rendita i nipoti dei nipoti.
Insomma, Dracula. Nel marasma di questo immenso numero,
tra storie di valore e carta sprecata, qualche anno fa (1992
in lingua originale, per essere precisi) apparve Anno Dracula,
di Kim Newman, recentemente ristampato in Italia dalleditore
Fanucci in edizione tascabile, che, in un certo senso,
risulta essere un compendio/summa di tutta questa moderna
tradizione letterario-cinematografica. In che senso? Spiegarlo
non è difficile.
La
trama parte proprio da Dracula, loriginale, il figlio
di Bram Stoker, cambiandone un parametro. Dracula non è
stato né sconfitto nè ucciso. Anzi. Ha ucciso
Van Helsing e Jonathan Harker, posseduto Mina e si è
ritrovato libero di portare avanti i propri interessi. Interessi
che lo hanno scortato alle porte di Buckingham Palace. In
breve egli è diventato il nuovo principe consorte,
sposando la regina Vittoria e rendendola una nosferatu. Nel
giro di pochi anni il vampirismo è entrato ad esser
elemento del viver comune: antichi vampiri sono usciti allo
scoperto, spesso per ricoprire ruoli importanti nel nuovo
corso del governo inglese, nuovi nati appaiono continuamente
e il sangue diventa nuova merce di scambio.
La costruzione di questo mondo fittizio è davvero intrigante
e solida, e rappresenta, già da sola, un elemento di
grande valore di questo prodotto letterario. Ma il contesto
si arricchisce notevolmente perché Newman, nel costruire
questa complessa architettura, ci offre un ruolo per quasi
tutte le manifestazioni vampiriche letterarie e cinematografiche,
sia per caratteristiche che letteralmente. Non soddisfatto
lautore riversa, inoltre, nel suo costrutto anche molti
altri personaggi della letteratura di genere, non solo orrorifica
ma persino provenienti dalla realtà, accomunati dalla
coesistenza nella stessa epoca, quella vera o fittizia che
sia.
Il vampirismo si spoglia così di buona parte delle
sue componenti magiche e si mostra in tantissime sfaccettature
e variabili, per stirpe, per nascita o anche solo per una
combinazione di casualità, offrendoci tutto ciò
che sui vampiri ci è stato detto, dai poteri alla biologia.
Appaiono così vampiri che possono trasformarsi o meno,
una diversa reazione alla luce del sole o alle croci, vampiri
dallaspetto degenerativo e altri dallaspetto regale.
E tutto questo viene raccontato in modo assolutamente accettabile
senza remora dal lettore, che ne rimane invaghito. Così
come rimane affascinato dalla sfilata di personaggi storici,
"di carta" e "di celluloide" che affollano
le pagine del romanzo: Carmilla (dallomonimo
e famoso romanzo di LeFanu), il conte Graf Orlock (il
protagonista di Nosferatu di Murnau), lord Ruthven
(protagonista del racconto Il Vampiro di Polidori,
vero archetipo del vampiro nobiliare cinematografico) e
Mumuwalde (protagonista del film Blacula il
primo film vampirico con un protagonista di colore), e ancora
il dottor Jekill (non devo spiegarvi chi è, vero?)
e John Merrick (luomo, realmente esistito, definito
uomo-elefante per le sue difformità, di cui si racconta
nel film di Lynch), il dottor Moreau (il dottore della
famosa isola raccontata da H.G.Wells) e Fu Manchu (il folle
criminale creato da Sax Rohmer), Oscar Wilde e Sherlock
Holmes. E, ovviamente, alcuni personaggi del romanzo di
Dracula (nonchè la signora Stoker stessa).
Lelenco è interminabile e mentre alcune citazioni
sono ben manifeste, altre appaiono molto più velate:
alcuni personaggi non hanno un nome, atri vengono indicati
solo con un soprannome, senza però che la loro origine
sfugga a un occhio esperto. Tutto questo in un gioco di rimandi
impressionante, che stuzzicherà la curiosità
e lanimo da enigmista di tutti gli appassionati.
Tra personaggi, situazioni e descrizioni (perché nemmeno
nellaspetto fisico o negli abiti e mode sfuggono alle
strizzatine docchio a ai richiami) il lavoro di approfondimento
dell'autore appare monumentale.
C'è, inoltre, unaltro personaggio, realmente
esistito, che visse a Londra in contemporanea al periodo di
ambientazione di questo mondo fittizio, un personaggio a cui
sono stati dedicati molti testi e molti film. Un personaggio
che non poteva mancare di stuzzicare lautore. Così
eccoci infatti arrivare al plot principale della storia,
lanima a cui tutte le altre vicende del romanzo saranno
indissolubilmente collegate: gli omicidi di Jack Lo Squartatore.
Omicidi che, in questo contesto, colpiscono sì prostitute,
ma solo prostitute-vampiro, nuove-nate, con tutte le complicazioni
del caso. E sarà proprio sulle tracce questi delitti
che si intrecceranno le vicende dei due veri protagonisti
del racconto: Charles Beauregard, un comune mortale, un "caldo"
come sono definiti nel libro, agente speciale di un circolo
misterioso, dallaria massonica, il Club Diogene,
e Geneviève Dieudonné , vampira antica,
più antica di Vlad Tepes, della stirpe di Chandagnac.
Il risultato finale di queste mescolanze, che idealmente farebbero
pensare a un pappone dal sapore incostante, è invece
un raffinato cocktail dallottimo e compatto sapore.
Anno Dracula risulta così un romanzo avvincente,
un viaggio in un mondo artificioso di quelli capaci di fartene
sentire gli odori, popolato di personaggi ricchi, sensuali
o terribili, eroici o abietti.
Tutte le sfaccettature del vampir, insomma, ma, come sempre
in un buon scritto, anche molte di quelle delluomo.
Un volume da prendere tuttaltro che sottogamba.
©
2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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