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AMEN (Amen), regia di Costa-Gavras, con Ulrich
Tukur, Mathieu Kassovitz, Michel Duchaussoy,
Ulrich Muhe; produzione: Francia; distribuzione:
Mikado; Giudizio: ****
Dal romanzo Il vicario di Rolf Hochhut, il regista
Costa-Gavras (Z - Lorgia del potere, Lamerikano,
Missing, Betrayed, Music Box Prova daccusa)
ha tratto un film-denuncia sul presunto colpevole silenzio del Vaticano
sul dramma dellOlocausto e le persecuzioni naziste durante
la Seconda Guerra Mondiale.
Il regista sposa pienamente la tesi di Hochhut, spingendosi oltre,
fino ad insinuare il sospetto che i vertici della Chiesa cattolica
non solo fossero a conoscenza dello sterminio in atto nei confronti
del popolo ebraico, ma anche che verso la fine del conflitto, si
resero complici del regime nazista favorendo la fuga oltreoceano
di alcuni dei suoi alti gerarchi.
Personalmente non siamo in grado di confutare la veridicità
storica del durissimo atto di accusa nei confronti della diplomazia
vaticana e in particolare di papa Pio XII, ritenuto responsabile
di aver indirettamente avallato, con il suo silenzio, lo sterminio
nazista. Tuttavia, riteniamo che per lo meno la Chiesa cattolica
dovrebbe astenersi dal portare avanti un processo di beatificazione
nei confronti di un pontefice sul quale gravano così pesanti
sospetti.
Tutto ciò premesso, Amen può essere letto anche a
prescindere da questa polemica, solo come una riflessione sull'ineluttabilità
del Male, comunque inarrestabile fino al suo epigono e sull'ambiguità
del Bene, che sempre fatica a trovare la strada per la verità
e la giustizia.
Indubbio resta comunque il valore del film, realizzato in maniera
asciutta un pugno allo stomaco senza facili indugi
in compiacimenti o in ricerche del macabro, da un Costa-Gavras in
gran forma.
Protagonisti del film sono un ufficiale medico delle SS, Kurt Gerstein,
personaggio realmente esistito, responsabile delle disinfestazioni
le cui invenzioni furono utilizzare nei lager per le camere a gas
e un prete cattolico, padre Riccardo Fontana, personaggio di fantasia,
che funge da tramite tra Gerstein e il Pontefice.
Levolversi del dramma è scandito dal sempre più
frequente passaggio avanti e indietro, lungo la linea dellorizzonte
di treni merci, sempre più lunghi, sempre più carichi
di deportati: una sequenza forte, dalla drammaticità quasi
insopportabile nella sua ripetitività.
©
Marco Ferrari 2002 - per gentile concessione dell'autore
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