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IL DOTTOR T. & LE DONNE, di Robert Altman, con Richard Gere, Helen Hunt, Farrah Fawcett, Liv Tyler, Kate Hudson, Laura Dern; produzione: USA, 2000; commento: 1/2

Il Dottor T (Richard Gere) é un ginecologo. E' un professionista di successo, ricco, sensibile e bello, che riesce a unire in sè il fascino del perfetto seduttore (che tale è perchè considera ogni donna "unica") e il rassicurante ruolo di marito e di padre esemplare: in pratica un uomo ideale. Robert Altman si diverte a porre come contraltare a tanta equilibrata perfezione un inquietante universo femminile con cui il nostro quotidianamente si confronta, ma che in realtà non riesce proprio a comprendere. La moglie (Farrah Fawcett) per il troppo amore ricevuto regredisce ad uno stadio infantile e deve essere ricoverata in una clinica per malati mentali, la figlia maggiore che sta per sposarsi è in realtà omosessuale e fuggirà il giorno delle nozze con la damigella d'onore, la secondogenita fa la guida a Dallas accompagnando i turisti sui luoghi che sono stati lo scenario dell'assassinio del presidente Kennedy, la cognata è un'alcolizzata abbandonata dal marito. Le pazienti che numerosissime frequentano lo studio del Dottor T non sono da meno: nevrosi, crisi isteriche, frustrazioni ed infantili ripicche sono il quotidiano scenario che circonda uno spaesato Richard Gere e che lo portano tra le braccia di quella che lui considererà la donna che lo salverà da quell'inferno. Purtroppo anche l'amante si rivela cinica ed egoista, lo tradisce e lo lascia nel momento del bisogno. Il film di Altman, che è comunque ben diretto e con un cast che, al solito, raggruppa un nutrito numero di star holliwoodiane, rientra in quel filone che al regista americano sta particolarmente a cuore: l'analisi delle aberrazioni della società moderna e la denuncia dei perversi meccanismi che la regolano. La vita della ricca borghesia americana scorre davanti ai nostri occhi: certo il regista vorrebbe attraverso la lente deformante dell'iperbole e del sarcasmo più che dell'ironia, sottolineare il vuoto, la mancanza di umanità che tanta opulenza nasconde. Questa volta però bisogna dire che ci si è fermati alle intenzioni: il "sano cinismo" del regista che aveva caratterizzato i graffianti e corrosivi scenari di America oggi o de I protagonisti in questo caso maschera un vuoto di idee per cui ci si ferma alla superficie delle situazioni; la sequenza di stereotipi che dovrebbero "destabilizzare" lo spettatore in realtà gli ripropongono un canovaccio già visto che scade spesso nel luogo comune. Didascalica e prevedibile arriva la tempesta finale, degna conclusione di un film non riuscito: una violenta tromba d'aria scardina la vita del protagonista e lo "trasporta" dalla ricca città a un povero villaggio messicano sperduto nel deserto: qui una madre sta per partorire e il suo intervento è necessario per far nascere un bimbo . "E' un maschio!!" griderà sollevato e felice il Dottor T.

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