Musica/speciali: Il canto di spine degli ALTERA/2

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ATTESA
di Giuseppe Cardarelli
Musiche di Davide Giancotti
Oggi che t’aspettavo
non sei venuta
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di quest’ improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.
Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

Vincenzo Cardarelli, Opere, © 1981 Arnoldo Mondadori Editore SpA, Milano

LA NOTTE
di Cesare Pavese
Musiche di Davide GiancottiMa la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo. Perdura una calma stupita
fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta,
di quel tempo di là dai ricordi, che un vago
ricordare.
Talvolta ritorna nel giorno
nell’immobile luce del giorno d’estate,
quel remoto stupore.
Per la vuota finestra
il bambino guardava la notte sui colli
freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
che stormivano al buio, apparivano i colli
dove tutte le cose del giorno, le coste
e le piante e le vigne, eran nitide e morte
e la vita era un’altra, di vento, di cielo,
e di foglie e di nulla.
Talvolta ritorna
nell’immobile calma del giorno il ricordo
di quel vivere assorto, nella luce stupita.

Cesare Pavese, Lavorare stanca, © 1943 & 1998 Giulio Einaudi Editore SpA, Torino

SE QUESTO E’ UN UOMO
di Primo Levi
Musiche di Davide Giancotti

Primo Levi, Se questo è un uomo, © 1958 & 1976 Giulio Einaudi Editore SpA, Torino

VERSI CONTROVERSI
di Giorgio Caproni
Musiche di Davide Giancotti

Erba felice.
Mare
sempre di fortuna.
Luce.
Vivi spari di luce
negli occhi ingombri di boschi
e di gabbiani…
A un passo…
A un passo da dove?…
Il dove
non esiste?…
Esiste
- fra la palpebra e il monte -
tutta quest’erba felice
di nessun luogo…
Tutto
questo inesistente mare
così presente…
Godilo…
Godilo e non lo cercare
se non vuoi perderlo…
Là,
fra la palpebra e il monte.
Come l’erba…
Là in fronte
a te, anche se non lo puoi arrivare…
Negalo, se lo vuoi trovare…
Inventalo…
Non lo nominare…

Giorgio Caproni, Il conte di Kevenhuller, © 1986 Garzanti Libri SpA, Milano

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