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scheda
e trailer del film Gimme Shelter
Gimme
Shelter the true story
Rock'n'Roll Noir: Quella maledetta estate
del '69
il testo di Transmaniacon MC (1972), "omaggio"
elegiaco dei Blue Oyster Cult alla tragica epopea di Altamont
e dintorni...
With Satan's hog no pig at all
And the weather's getting dry
We'll head south from Altamont
In a cold-blood traveled trance
So clear the road, my bully boys
And let some thunder pass
We're pain, we're steel, a plot of knives
We're Transmaniacon MC
Behind the pantry, behind the tree
The ghouls adopt that child
Whose name resound forever
Whose name resounds in terror
And I'm no fool to call that hog
'Cause man, I remember
Those who did resign their souls
To Transmaniacon MC
And surely we did offer up
Behind that stage at dawn
Beers and barracuda, reds and monocaine, yeah
Pure nectar of antipathy
Behind that stage at dawn
To those who would resign their souls
To Transmaniacon MC
Cry the cable, cry the word
Unknown terror's here
And won't you try this tasty snack
Behind the scene or but the back
Which was the stage at Altamont
My humble boys of listless power
We're pain, we're steel, a plot of knives
We're Transmaniacon...
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GIMME SHELTER (1970), regia di Albert Maysles, David Maysles, Charlotte
Zwerin; Interpreti: Mick Jagger, Keith Richards, Mick Taylor, Charlie
Watts, Bill Wyman, Melvin Belli, Grace Slick, Jerry Garcia. Ristampato
nel 2000. Disponibile su videocassetta e DVD.
"GIMME SHELTER" - Il crepuscolo
degli anni '60...
Altamont: tragedia
e morte di una generazioneImmagini di buio luccicante fotografano
una serata che ha tutti gli attributi onde passare di diritto alla
Storia. Una voce roca, lievemente "sbandata" annuncia
in maniera altisonante "la band piu' grande del rock'n'roll"
contemporaneo.
Entra in scena, a questo punto, una figura dal fisico agile e slanciato,
inconfondibilmente sensuale. Appoggia la sua voce al microfono per
acclamare ed acclamarsi, abusando di toni ruffiani a lui consoni
quanto canonico-spettacolari, di fronte a lui un'oceanica platea,
gia' in fase di tumulto ed ossessionata dalla visione del proprio
Dio pavoneggiarsi con impareggiabile scaltrezza sul palco.
"Welcome to the Breakfast Show" - sono le ultime, fatidiche
parole che annunciano l'inizio dello show, dopo una spasmodica,
inquieta attesa di alcune ore, passate a fare l'amore, dare la luce
a nuovi nascituri, bucarsi, farsi di acidi e chissa' quali altri
anticonformistici atteggiamenti appartenenti al piu' oscuro dei
sottoboschi vitali.
Jumpin' Jack Flash rimbomba maestosa in tutto l'auditorium
di Altamont: quale intro piu' arrogante e insolente per "sodomizzare"
di piacere il pubblico presente, e assuefarlo come solo Jagger e
Richards sono in grado di fare.
La voce di Jagger e' stentorea, anarchica, qualche nota gli sfugge
ma ogni sbavatura collettiva viene compensata dalla straordinaria,
"stregante" presenza erotico-scenica del performer londinese.
Arrogante, irriverente, persino falso ed ipocrita, Jagger riunisce
in se tutte le piu' estreme contraddizioni del Rock: lui stesso,
insieme al modello-Richards (sua piu' riuscita antitesi, anima distorta,
peccatore nato, violentatore di se stesso, eroinomane perso e uomo
sperduto nei meandri di una schizophrenia personale che gli sta
aprendo un varco verso il baratro) e' l'emblema del concetto di
sex, drugs and rock'n'roll, passaggio obbligato, Inferno
assicurato.
Gimme Shelter,
il film-documentario sullo scenario tragico di Altamont, si rivela
uno di quei documenti in grado di fotografare, spietatamente, cinicamente,
un'epoca agli ultimi sgoccioli, pronta a lasciare, malinconicamente
(non senza gravi rimpianti) il passo ad un'altra realta', piu' fredda,
analitica e distaccata; gravosamente pubblicizzata, se vogliamo.
Diversa, in un'unica sintetica parola che sia in grado di mettere
tutti d'accordo.
L'intenzione delle "pietre rotolanti" era quella di mettere
in piedi una manifestazione che fosse la risposta "europea"
al mega-concerto-evento di Woodstock, avuto luogo, come tutti ben
ricordano, il 15, 16 e 17 Agosto 1969.
L'errore,
incomprensibile ai piu' e forse solo ben chiaro agli Stones, fu
quello di ingaggiare in qualita' di servizio d'ordine i famigerati
Hell's Angels, una banda di motociclisti spostati, in perenne
bilico tra realta' e galera, dediti ad un bere massiccio, una vita
"bagnata" in eterno da birra, droghe e sesso a volonta'.
Piu' brevemente: si trattava di gente rozza, senza pretese "virtuosistiche"
e immediatamente "infiammabili": le risse per loro erano
un cliche' al quale certo non si potevano sottrarre...
Altamont avrebbe rappresentato il "teatro" grazie al quale
le loro trucide, violentissime, "acide" performances si
sarebbero potute manifestare in tutta la loro selvaggia "compiutezza"
e veemenza. La violenza fuori e dentro il palco fini' col surclassare,
nettamente (fino a quasi eclissare), la musica proposta dai complessi
partecipanti, insieme agli Stones, al Festival di Altamont.
Tra questi i Jefferson Airplane, Ike and Tina Turner, Flying
Burrito Brothers, i Grateful Dead e altri ancora. Marty
Balin dei Jefferson venne preso a pugni da un "Angel"
ubriaco e con ogni probabilita' in attesa di un pretesto per scagliarsi
rozzamente sul primo di turno capitatogli sotto il naso. Successivamente
i Grateful Dead (fu proprio il gruppo capitanato da Jerry Garcia
a suggerire agli Stones come servizio d'ordine gli Hell's Angels)
a causa delle "cattive vibrazioni" sparse nell'aria minaccio'
di smettere e di ritirarsi dalla manifestazione.
Presto ci si accorse che il Festival di Altamont non aveva e non
avrebbe avuto niente in comune con la pacifica, splendidamente anarchica
liberta' che si era respirata durante gli indimenticabili tre giorni
di Woodstock. Anzi! - una 'si' tale atmosfera di tetro grigiore
e di plumbea disperazione non faceva altro che rafforzare il ricordo
di un tempo forse andato perso per sempre e non piu' riproponibile.
Altamont comporto' la morte di tre anime, fra cui quella celebre
di Meredith Hunter, un ragazzo di colore alquanto esagitato
(e mostrante una pistola puntata verso il palco mentre Jagger cantava
Under My Thumb) pugnalato con inaudita, glaciale violenza
da
uno degli Hell's Angels: in definitiva l'omicidio piu' famoso e
macabro avvenuto durante un happening dove la protagonista assoluta
fosse la musicaRock, in questo caso infaustamente rappresentata
dai Rolling Stones.
E il Diavolo s'impossesso', per sempre, delle personalita', distorte,
contorte, seviziate da droga e frenetiche attivita' sessuali, delle
pietre rotolanti. Dal momentodell'uccisione di Hunter, gli Stones
verranno eternamente perseguitati dalla minacciosa, sporca, ossessiva
ombra di Re Lucifero.
D'altronde, il gruppo di Jagger mai ha smentito la ben nota "simpatia"
verso il loro "compare" Diavolo.
Altamont in realta'
non fu solo il risultato di una sequela infinita di errate, sconsiderate
valutazioni umane (pagate a carissimo prezzo); essa avrebbe simbolicamente
sancito la "morte" di una generazione, una generazione
di folli sognatori, migliaia di hippies che accorrevano sulle strade
bagnate di sangue per gridare fino a strozzarsi le corde vocali
il loro dissenso verso la guerra in Vietnam, un grido, una scomoda
voce che potesse provocare un terremoto all'interno delle salde
(ma pateticamente obsolete) tradizioni di un'America spaccata in
due, tra rivoluzioni, rappresentazioni di massa, politicizzazione
estrema, cortei e sparatorie, amore libero, liberissimo e acid-trips
interminabili e dilatatori di menti pronte a darsi in pasto l'un
con l'altra.
Correvano liberi ed anarchici, gli anni '60, senza apparenti inibizioni.
Un'utopia, un'utopia che pareva essere invincibile, inarrestabile,
impossibile da abbattere. E che invece Altamont rase definitivamente
al suolo, senza decretare ne' vincitori, ne' tantomeno vinti. Solo
disordine, sporcizia, caos maledetto colmo di nevrosi e violenza
gratuita. E morte, tanta morte, non solo fisica, ma bensi' una "morte"
generazionale, difficilissima da accettare, inaspettata quanto riconducibile
a una punizione di ordine divino.
Con Altamont se ne andranno, per sempre, le aspirazioni, i sogni,
il respiro e il sussulto di un popolo, il popolo dei giovani, che
per un attimo sembrava avere avuto in pugno il mondo, ma che il
secondo successivo sarebbe loro sfuggito di mano, per venire catturato,
seviziato, lobotomizzato dalla Societa' piu' consumistica e votata
al Dio-Denaro.
Niente piu' libero amore, ora solo merce venduta.
Niente piu' ideali, ora solo catene di montaggio. Niente piu' musica
vera. Ora solo artefatto condita da massicce dosi di nefanda disillusione.
Cronaca di una morte (non annunciata) di una generazione. Gli anni
'60 vengono abbattuti. E sulle loro ceneri s'impone, cinico e spregiudicato,
il decennio a venire.
©
2002 Alan Tasselli - per gentile concessione dell'autore
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