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ALITA
COLLECTION, di YUKITO KISHIRO N.1 , Planet Manga, b/n, brossurato, pagg.
192, lire 9.900, in edicola e fumetteria
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nelle edicole italiane il capolavoro di Yukito Kishiro, GUNMM,
edito nel 1990 da Shueisha e diventato ben presto un successo
internazionale, forse anche grazie ai due superbi OAV che vedono la partecipazione
di Nobuteru Yuki al character design.
La storia inizia quando Ido, un medico specializzatosi nella riparazione
dei cyborg, trova le macerie un busto con la testa di un cyborg femminile
ancora funzionante. Alla ragazza, che non ricorda nulla del suo passato,
nemmeno il suo nome, viene dato il nome di Alita. Alita non ha
un corpo, ma Ido riesce in maniera poco chiara a procurarsi le parti di
ricambio, appartenute a cyborg uccisi da un serial killer. Alita è
convinta che Ido uccida cyborg innocenti per procurare le parti del corpo
a lei necessarie, ma in realtà l'uomo è un cacciatore di
taglie che sta dando la caccia proprio al serial killer. Alita, dopo aver
salvato Ido, deciderà di diventare a sua volta una Hunter Warrior,
anche perchè, inspiegabilmente, dimostra di avere capacità
combattive davvero eccezionali.
Le premesse della storia permettono un intreccio estremamente variegato
(e chi ha già letto il fumetto sa che lo status quo della protagonista
varia più volte), ma non è l'unico punto di forza dell'opera.
I personaggi sono caratterizzati in maniera molto più sfaccettata
rispetto alla media dei manga d'azione: interessantissimo è il
personaggio di Ido, che sembra una persona dal cuore d'oro costretta ad
essere violenta per sopravvivere in un mondo spietato, ma che rivela un
morboso compiacimento nel commettere gli omicidi che la sua professione
di Hunter Warrior gli permette di compiere impunito. Anche Alita risulta
estremamente affascinante: è spontanea, se non ingenua, ma rivendica
subito la propria personalità dicendo a Ido che vuole diventare
un cacciatrice di taglie e non vuole essere considerata come una bambola
del medico (il corpo artificiale di Alita diventa allora metafora di una
visione feticistica del corpo femminile, considerato come puro e semplice
oggetto del desiderio sessuale, che Ido sublima in un desiderio altrettanto
esasperato, quello di mantenere Alita "pura"). A questo proposito
si può notare come le continue distruzioni dei corpi meccanici
dei cyborg e la loro sostituzione/ricostruzione presuppongano una visione
estremamente cinica del corpo umano, considerato come un prodotto commerciale
e riproducibile in serie, un'ottica che si ricollega direttamente al cinismo
del cyberpunk più radicale.
A
questo cinismo si accompagnano però anche dei momenti più
lirici e commoventi, come il flashback in cui Alita rivive il suo ritrovamento
da parte di Ido vedendosi non come un pezzo di metallo, ma come una bambina
piccola. Il tratto dell'autore, dettagliato e graffiante, non fa che sottolineare
l'espressività dei personaggi, e risulta particolarmente efficace
anche nelle sequenze d'azione.
La qualità del fumetto e il grande formato rendono questa edizione
imperdibile; tra i punti di forza andrebbe segnalata anche l'introduzione
delle storie inedite, apparse in origine in GUNMM Gaiden, del 1995,
ma il tratto dell'autore, molto più "morbido" e semplificato,
risulta meno accattivante rispetto a quello del 1990. In definitiva, questo
bonus risulta interessante per chiarire qualche punto della storia rimasto
oscuro nella narrazione originale, ma tutto sommato non aggiunge nulla
alla qualità complessiva dell'opera, che resta comunque altissima.
©
Adriano Barone 2001 - per gentile concessione dell'autore
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