il sito ufficiale
di Alice Cooper
Cooperstown
Intervista
ad Alice Cooper da Ink 19
rock
and horror encyclopedia: scheda di Alice Cooper
discografia
1969 Pretties for You Bizarre
1969 Live at the Whisky, 1969 Bizarre
1970 Easy Action Bizarre
1971 Love It to Death Warner
1971 Killer Warner
1972 School's Out Warner
1973 Scooldays (Pretties/Easy Action) Straight
1973 Billion Dollar Babies Warner
1973 Muscle of Love Metal Blade
1975 Welcome to My Nightmare Atlantic
1976 Alice Cooper Goes to Hell Warner
1977 Lace and Whiskey Metal Blade
1977 Alice Cooper Show [live] Warner
1978 From the Inside Metal Blade
1980 Flush the Fashion Warner
1981 Special Forces Warner
1982 Zipper Catches Skin Warner
1982 Dada Warner
1986 Constrictor MCA
1987 Raise Your Fist and Yell MCA
1989 Trash Epic
1989 Prince of Darkness MCA
1991 Hey Stoopid Epic
1994 Last Temptation [Japan] Alex
1994 The Last Temptation Epic
1997 Fistful of Alice [live] Capitol
1997 He's Back Ariola Express
2000 Fistful of Alice [Import Bonus Tracks] Wea
2000 Science Fiction [TKO-Magnum] Columbia River
2001 Dragontown
2002 The Essentials
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LA
DOPPIA VITA DI ALICE...di Stefano Marzorati
L'Alice di cui stiamo per parlarvi non ha mai visitato il paese delle
meraviglie, ma in compenso è diventato cittadino onorario di quello
degli orrori. Procediamo con ordine.
Il 4 febbario
1948 un pargoletto urlante esce dal reparto maternità dell'ospedale
di Detroit. Si chiama Vincent Furnier e il mondo imparerà
a
consocerlo con il nome di Alice Cooper. Figlio di un ingegnere missilistico,
ministro della Chiesa di Gesù Cristo, Vincent, ragazzino piccolo
e fragile, gira in lungo e largo gli Stati Uniti prima che la sua famiglia
decida di stabilirsi alla periferia di Phoenix, in Arizona. Qui, nel 1962,
si iscrive alla locale Cortez High Scholl dove ben presto si distingue
non tanto per le brillanti votazioni, quanto per l'innata predisposizione
a inscenare divertentissime gag e riuscitissime imitazioni, ispirate
da un'insana passione per la televisione e per i più mediocri film
dell'orrore. Più tardi, quando il rock'n'roll ribelle
dei Rolling Stones invade l'America canzoni
come Satisfaction e Let's Spend the Night Together provocano
scandalo e costernazione nella classe media benpensante, alla quale appartengono
a buon diritto anche i coniugi Furnier. Vincent decide di deludere le
speranze dei genitori e inizia a progettare la creazione di un cocktail
micidiale fatto di trasgressione, rock'n'roll e horror.
Aiutato da alcuni compagni di scuola (Glenn Buxton, Neil Smith,
Dennis Dunaway e Mike Bruce) forma la sua prima band,
gli Earwings (il nome è preso a prestito da una specie di
minuscoli scorpioni d'acqua che, penetrando nel corpo attraverso i padiglioni
auricolari, aggrediscono il cervello, uccidendo all'istante le proprie
vittime).
Dopo lo scioglimento degli Earwings, Vincent non si diede per vinto e
formò gli Spiders che, dopo qualche tempo, si trasformarono
in Nazz.
l'esistenza di una formazione omonima (guidata da Todd Rundgren)
li costrinse però a cercare un nuovo nome. Lo trovarono, secondo
la leggenda, durante una seduta spiritica condotta a casa del nostro:
era quello di Alice Cooper, una strega di Salem bruciata sul rogo.
Phoenix non accolse con troppo entusiasmo la musica del gruppo, e così
Vincent e i suoi compagni d'avventura caricarono strumenti e amplificazione
su un furgone e si trasferirono verso la più promettente Los Angeles.
"All'epoca in cui uscimmo alla ribalta", racconta Alice, "
L.A. era una città di pace e amore. E un chiassoso quintetto come
il nostro, che sembrava uscito da un film di zombi, era del tutto fuori
posto". Nella città degli angeli il gruppo realizzò
comunque due album con l'etichetta di Frank Zappa, vero specialista
in bizzarrie: entrambi i dischi si rivelarono però un solenne insuccesso.
Forse avere un cantante con un nome di donna non era sufficiente per conquistare
i favori del pubblico. Fu allora che Vincent decise di assumere del tutto
i panni di Alice il pazzo, una sorta di nuovo Hyde dalla personalità
brutale e sconvolgente, le cui canzoni dovevano prendere sempre più
spunto dall'immaginario orrorifico, nutrendosi di follia e disperazione.
Il pubblico californiano accolse però con ostilità ancora
maggire questo nuovo comportamento scenico e il gruppo decise di trasferirsi
a Detroit, città che aveva già conosciuto gli oltraggi degli
Stooges, degli MC5 e dei Grand
Funk Railroad. Con il singolo I'm Eighteen , una sorta
di My Generation a uso e consumo delle nuove generazioni dei college
americani, il personaggio di Alice Cooper si impose per la prima volta
all'attenzione del pubblico, scalando rapidamente le classifiche. Grazie
a un nuovo contratto con la Warner Bros, il disco Love It to Death
(1971) divenne un successo strepitoso.
Usando le armi del travestitismo e dell'ambiguità sessuale (come
faranno in seguito anche gruppi come i Kiss), dello scherno e dell'umorismo
macabro, Alice costruì in breve tempo uno dei più sconvolgenti
spettacoli dal vivo di tutti i itempi, dove cabaret e situazioni
da grand guignol si sposavano perfettamente con il rozzo hard
rock suonato dal suo gruppo. Riferimenti all'orrore cinematografico
e omaggi agli E.C. Comics (di cui Alice è sempre stato accanito
lettore) prendono uin posto sempre più preminente nel suo universo
lirico e sul palco le canzoni diventano veri e propri happening
teatrali. In Ballad of Dwight Frye, Alice, imprigionato in una
camicia di forza, rende omaggio al semisconosciuto attore che interpretò
la parte del folle Renfield nel Dracula di Browning;
in Killer, invece, viene appeso a una mostruosa forca e impiccato.
Con Billion Dollar Babies (1973), il nostro giunse in pochissimo
tempo al primo posto delle classifiche americane di vendita.- Alice ei
suoi compagni erano diventati famosi al pari dei Beatles: vendevano milioni
di dischi in tutto il mondo, i concerti registravano regolarmente il tutto
esaurito, avevano a disposizione quante limousines volessero
e un intero Boeing che assomigliava, più che a un aereo, a una
vera e propria città volante. In quel periodo Alice Cooper
aveva già incassato qualcosa come 17 milioni di dollari: fu allora
che il buon vecchio Vincent decise di riprendere il controllo del mostro
che aveva creato.
Quando il gruppo si sciolse, nel 1975, Alice era ormai pronto per
una carriera solista. Incise Welcome to My Nightmare e si imbarcò
in un tour
massacrante, apparentemente senza fine, durante il quale coltivò
senza risparmio il suo alcolismo, con conseguenze debilitanti sia per
il fisico che per la psiche. "Prima di cominciare ogni spettacolo",
confessò in un'intervista, "diventavo nervoso. Avevo paura
di vomitare sul palco. Ero diventato un rottame." Era come se Vicent,
sempre più in ombra, usasse l'alcol come arma per distruggere Alice,
per punirlo di aver preso possesso della sua anima e della sua esistenza.
Però quando venne pubblicato Lace and Whiskey, nel 1978,
non fu più Alice a comparire in copertina bensì Vincent,
vestito come Sam Spade. E le nuove canzoni dimostravano che Vincent sembrava
aver ripreso il suo posto, scacciando definitivamente la sua controparte,
la maligna Alice. Infatti, neppure sotto tortura la vecchia strega avrebbe
composto dolci ballate come Only Women Bleed, I Never Cry
o You and Me. Ma a Vincent non bastava distruggere la leggenda:
Alice doveva morire per sempre, anche se questo avrebbe significato la
distruzione anche per sè. "Non volevo più lavorare",
ricorda oggi l'artista. "Avevo solo voglia di bere e guardare la
tv". Fortunatamente, comprese che la fine era tropppo vicina e decise
di sottoporsi all'orrore reale di una cura disintossicante in un ospedale
di White Plains. All'improvviso, tutto quello che Alice Cooper aveva cantato
in passato, come la Ballad of Dwight Frye, diventò terribilmente
reale. Probabilmente era stata la stessa Alice aa convincere Vincent ad
affrontare la cura. In efetti tutto quello che gli importava era di poter
salire di nuovo sul palco, per fare il suo show. E la disintossicazione
era l'unico modo per riuscirci. Dopo la cura, Vincent e Alice stipularono
una sorta di tregua e la "macchina da spettacolo" Alice Cooper
produsse alcuni album senza infamia nè lode, firmati nè
dall'uno nè dall'altra ma, piuttosto, da una qualsiasi pop star
alla ricerca ossessiva di una nuova identità, un cantante di
rock'n'roll come ce n'erano tanti, che tentava disperatamente di
essere cattivo, senza però riuscirci. Perchè sia Vincent
che Alice avevano di meglio da fare. Per esempio, restare sobri. Nel 1983,
dopo un ennesimo soggiorno di trattamento al Camelback Hospital in Arizona,
l'alcol cessò finalmente di essere un problema. Dopo 17
album e 14 anni di scellerata carriera, la coppia aveva bisogno
di un po' di riposo. Alice si sedette a pensare nuovi stratagemmi per
tornare forte e conquistare ancora il mondo. Nel frattempo lasciò
che il tranquillo Vincent fosse se stesso, che si preoccupasse di tagliare
l'erba del prato o di recarsi alle riunioni degli Alcolisti Anonimi.
Nel 1986, Vincent decise che era tempo di concedere nuova
fiducia al suo amato-odiato alter ego. Era giusto, d'altronde,
che le nuove generazioni conoscessero un po' di quella gloria che in passato
avevba reso famoso Alice Cooper.
Il ritorno avvenne con una tournèe, intitolata significativamente
The Nightmare Returns (L'incubo ritorna). Ma erano passati dieci
anni, ormai, da Billion Dollar Babies e mentre Alice, sul palco,
poteva ancora recitare brillantemente il suo ruolo di sinistro clown,
in studio faceva fatica a tradurre le sue folli visioni su vinile. Era
la ruggine di tutti gli anni passati in letargo. Dopo i discreti episodi
di Constrictor (1986) e di Raise Your Fist and Yell (1987),
Alice trovò la sua salvezza nell'incontro con Desmond Child,
compositore di brani di successo e produttore di nomi come Aerosmith,
Bon Jovi, Joan Jett e supervisore della colonna sonora di Shocker
(1999) di Wes Craven. "Non peoccuparti dei testi o dell'immagine",
furono le parole di Vincent, "voglio semplicemente che scriviamo
qualche canzone". Da questa collaborazione nacquero album comne Trash
(1989) e Hey Stoopid (1991). Dopo tutti quegli anni confusi
e tormentati, era chiaro che Vincent e Alice, finalmente, avevano fatto
pace. E Alice è tornato a far sentire la sua voce. Anche se follia
ed eccessi del passato si sono attenuati, il suo amore per il macabro
e il fantastico sono sopravvissuti, come dimostra The Last Temptation,
l'album uscito qualche anno fa, nato da un'idea elaborata con Neil
Gaiman, autore del fumetto cult Sandman, un'opera in
grado di competere con la grandezza sinistra delle passate visioni...
"Oggi è veramente difficile spaventare
il pubblico. Lo si può intrattenere facilmente ed è questo
il motivo per cui uso ancora certi supporti scenici. Ma non si può
terrorizzare chi ogni giorno viene bombardato da tonnellate di immagini
violente. Il satanismo, poi, non mi piace perchè promuove i suicidi,
i riti pericolosi. Quello che voglio fare nei miei spettacoli è
sì spaventare la gente, ma allo stesso modo di un luna park. Venendo
ai miei concerti è come se i ragazzi salissero su un ottovolante:
si spaventano perchè lo vogliono e poi, alla fine, tornano a casa
tranquilli"...
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